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Assicurazione mutuo: le novità introdotte dal DDL concorrenza

Di VicenzaPiù informa Mercoledi 13 Settembre 2017 alle 09:12 | non commentabile

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Il ddl concorrenza è attualmente in esame e verrà confermato solo per la fine del 2017. Vediamo dunque cosa aspettarci nel campo dell'assicurazione mutuo se le cose dovessero rimanere invariate. Partiamo dal presupposto che ormai era pratica comune quella di vincolare l'accettazione e l'erogazione di un mutuo da parte della banca esclusivamente alla stipulazione di una polizza. Il ddl concorrenza, per tale motivo, ha deciso di regolamentare proprio questo aspetto dei mutui per dare maggiori garanzie e tutele ai consumatori.

Il primo punto stabilisce appunto che non è possibile vincolare il mutuo ad un'assicurazione, di qualunque tipo essa sia. Nel caso in cui la banca decida di proporre una polizza da abbinare al mutuo affinché questo possa essere erogato, è necessario che l'istituto creditizio dia alcune importanti informazioni. Vale a dire che la banca è obbligata a comunicare se percepisce una qualche provvigione da parte dell'assicurazione interessata e, nel caso, quale sia l'ammontare di questa. Inoltre, deve assolutamente proporre almeno altri due preventivi tra i quali i clienti possono scegliere quello che ritengono più conveniente. Se l'istituto bancario dovesse venir meno a uno di questi obblighi, le sanzioni a suo carico saranno considerevoli.

Ma probabilmente la più grande novità introdotta dal DDL concorrenza è che il cliente possa cercare autonomamente l'assicurazione da abbinare al mutuo che preferisce. L'unica prerogativa che si richiede a questa polizza assicurativa esterna è che rispetti i requisiti minimi imposti dalla banca affinché il mutuo possa essere concesso ed erogato.

Qualora questo dovesse avvenire, la banca non può in alcun modo variare le condizioni di finanziamento precedentemente illustrate. Se il cliente lo desidererà, avrà la possibilità di recedere dalla polizza esterna già stipulata. La recessione, se avviene entro 60 giorni dalla firma del contratto, non comporterà pene peculiare per il cliente. Inoltre, il mutuo non viene perso, non variano le sue condizioni e le rate già pagate vengono comunque considerate. Entro questo limite di tempo, il creditore può decidere di stipulare la polizza assicurativa proposta dalla banca.

E' fatto inoltre obbligo per legge da parte degli intermediari finanziari, delle banche e degli istituti assicurativi di comunicare tutti gli aspetti e le novità derivanti dal nuovo DDL concorrenza. Le comunicazioni devo essere fatte in via separata rispetto alla documentazione contrattuale inerente al mutuo. Anche in questo caso, se dovesse venir meno il requisito di trasparenza imposto dal DDL concorrenza, le pene a carico degli istituti bancari e assicurativi saranno elevate.

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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.
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