Quotidiano | Categorie: Economia&Aziende

Arbitro finanziario: tre ricorsi su quattro sono contro le banche

Di Redazione Economica VicenzaPiù Lunedi 13 Novembre 2017 alle 23:57 | 0 commenti

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I ricorsi presentati all'Arbitro per le controversie finanziarie - Acf nei primi dieci mesi di attivita' in tre casi su quattro hanno riguardato le banche. I ricorsi presentati sono stati circa 1.660, nettamente al di sopra delle aspettative, con una concentrazione non casuale in Veneto per le note vicende delle due banche, Popolare di Vicenza e Veneto Banca, finite in liquidazione. I ricorsi presentati all'organismo stragiudiziale delle controversie, nato per impulso della Consob, hanno coinvolto 111 intermediari: 85 banche, 13 Sgr, 5 Sim, 4 assicurazioni e 4 imprese di investimento. I numeri dei primi mesi di lavoro sono stati snocciolati dal presidente del Collegio dell'Acf, Gianpaolo Barbuzzi.

L'importo medio del risarcimento richiesto e' stato pari a 55mila euro, il controvalore complessivo del petitum di oltre 90 milioni. Le pronunce dell'Acf non sono vincolanti per gli intermediari che vengono riconosciuti in torto ma la decisione dell'Acf deve in quel caso essere pubblicata sull'home page del sito internet istituzionale dell'intermediario e anche a pagamento su due quotidiani. L'Acf, che ha iniziato solo da maggio a definire le controversie, ha finora disposto ristori nei confronti dei risparmiatori per 1,6 milioni.

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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.
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