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Prime sentenze contro Bankitalia e Consob per mancato controllo: per i soci BPVi e Veneto Banca si prospettano "patrimoni" ben più consistenti da cui attingere i ristori

Di 5 Schei de Mona Sabato 3 Dicembre 2016 alle 18:17 | 0 commenti

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Le recentissime sentenze di Arezzo il 30 novembre "contro" Banca d'Italia e quella di Milano del 27 novembre "contro" la Consob aprono nuove interessanti strade per i risparmiatori soci di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. «Banca Etruria, l'assoluzione inguaia Bankitalia. E insegna che serve una Procura nazionale per i reati finanziari», titolava Il Fatto Quotidiano che nel sommario precisava: «Non c'è stato alcun ostacolo degli ex vertici all'attività di vigilanza. Quindi via Nazionale aveva tutti gli elementi per accorgersi delle difficoltà finanziarie dell'istituto. Ma la sentenza, al di là del conflitto d'interesse potenziale del procuratore Rossi, evidenzia anche che per indagare su casi come questo servono mezzi, specializzazione e distanza dai "grovigli armoniosi"». E su VicenzaPiu.com il 1° dicembre titolavamo così la sentenza della Cassazione del 27 novembre: «Sentenza della Cassazione sulla Consob: punto a favore a tutela dei risparmiatori Banca Popolare di Vicenza».

Anche in base a questi recenti, importanissimi pronunciamenti giudiziari le associazioni dei consumatori dovrebbero fare fronte unico nei confronti delle Vigilanze che non hanno certamente fatto il loro mestiere per segnalare la supposta mala gestio di questo o quel "banchiere" a danno finale dei soci

Se con la memoria si torna indietro nel tempo alle vicende del Monte dei Paschi di Siena quando Bankitalia dichiarò tranquillamente che MPS aveva celato i documenti, sembra ancora credibile questa autodifesa alla luce di quanto successo dopo e delle prime sentenze che chaimano in causa i controllori e le loro mancanze.
Vigilare vuol dire prevenire, regolare significa emettere regolamenti e non certo fare "il centro studi".
Se in una classe ci sono 1 o 2 allievi indisciplinati il problema, molto probabilmente, è negli allievi; se, invece, gli allievi non ligi al dovere sono 10 - 15 il problema è anche nel corpo insegnanti.
Mi sembra un tunnel senza uscita mirare solo ai Cda e ai collegi sindacali delle singole banche, anche perché, come ha dimostrato, il caso Zonin è facile diventare nullatenenti...
Si vadano a vedere invece i bilanci delle vigilanze, si consideri il livello di responsabilità (anche a livello strategico, di visione, di capacità) e si agisca di conseguenza anche e soprattutto sui patrimoni diretti e indiretti visto che Stato, banche e istituzioni finanziarie "gestiscono" Consob e Bankitalia.

Infatti Banca d'Italia è societariamente "controllata" dai... controllati, le banche del sistema oltre a Inps, Inail e Generali, a cui distribuisce anche utili consistenti; il governatore di Bankitalia e il presidente e i 4 membri del Cda di Consob sono nominati con decreto del presidente della Repubblica su proposta del presidente del Consiglio dei Ministri sentito il parere del Consiglio dei Ministri (per il goverantore esprime il parere anche il Consiglio superiore di Via Nazionale); i 13 membri del Consiglio superiore di Banca d'Italia e i sindaci sono eletti dalle società partecipanti.

Se Banca d'Italia e Consob venissero confermate per BPVi e Veneto Banca come corresponsabili in solido dei loro flop di fatto (come cominciano a far pensare le sentenze citate in premessa), i soci "traditi" o "truffati" dalle ex Popolari venete troverebbero un "interlocutore" ben più dotato dei mezzi, leggi soldi, oggi (in)disponibili nelle due ex Popolari.

E altrettanto avverrebbe anche per i soci di Banca Popolare di Bari e di VolksBank, se gli effetti delle loro trasformazioni vicine in Spa dovessero evidenziare i problemi drammatici venuti a galla a Vicenza e Montebelluna.

E non visti dalle Vigilanze... così come, lo ha detto anche Stefano Righi del CorSera, dalle varie, miopi  e interessate società di revisione internazionali che, a fronte di certificazioni imprudenti, di capitali da aggredire ne hanno di enormi...

(Nella foto Alberto Angela è nei caveaux della riserva aurea dell'Istituto centrale, ndr)


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