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Assistenza legale ai soci BPVi e Veneto Banca: la Regione Veneto dà 13.636,37 euro a testa a 11 comitati

Di Rassegna Stampa Sabato 12 Agosto 2017 alle 11:01 | 0 commenti

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La Regione Veneto, scrive Il Mattino di Padova, ha pubblicato la lista delle associazioni ammesse ai contributi per l'assistenza legale dei cittadini veneti danneggiati dalle ex banche popolari Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. La misura è stata prevista della legge regionale del 23 febbraio 2017 n. 7 secondo il decreto regionale veneto n. 333 del 22 marzo 2017. In totale il plafond era di 600 mila euro: 500 mila per l'assistenza legale e 100 mila per il sostegno psicologico alle persone coinvolte nella crisi. L'elenco pubblicato vede in lista 11 associazioni e comitati per un ammontare totale di 150 mila euro. L'importo assegnato è uguale e pari, per ogni associazione, a 13.636,37 euro.

Ecco i beneficiari: Associazioni soci Banche Popolari di Castelfranco Veneto, Unione nazionale consumatori comitato Veneto di Cassola (Vi), Associazione nazionale azionisti Banca popolare di Vicenza di Malo (Vi), Coordinamento associazioni banche popolari venete don Torta di Venezia, Casa del Consumatore di Schio (Vi), Associazione Adoc Veneto di Venezia, Federconsumatori Regione Veneto con sede a Venezia, Noi che credevamo nella Bpvi con sede a Vicenza, Lega Consumatori di Montegrotto Terme (Pd), Ezzelino da Onara di Tombolo (Pd).


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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.
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