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Federconsumatori ha incontrato a Vicenza soci BPVi e Veneto Banca: "Risarcimento inadeguato, cerchiamo casi apripista"

Di Piero Zanin Sabato 11 Febbraio 2017 alle 18:19 | 0 commenti

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C'erano pochi posti disponibili stamattina, sabato 11 febbraio, all'interno della sala congressi dell'Alfa Fiera Hotel di Vicenza per il primo dei due convegni di Federconsumatori dedicati a chi ha visto andare in fumo i propri risparmi in Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Sala gremita e orecchie attente, quelle di "risparmiatori non  di azionisti" come ricordato da Barbara Puschiasis, presidente del ramo friulano dell'associazione, che assieme al parigrado vicentino Luigi Guiotto ha tentato di rispondere alle tante domande dei presenti. "Ci rivolgiamo a voi e sgomberiamo dal campo ogni dubbio - ha affermato Puschiasis-. Tecnicamente avete comprato azioni, ma non siete speculatori come qualcuno ha tentato di raccontare, vi è stata fatta una proposta allo sportello dicendovi che quell'investimento era come mettere i soldi in un libretto di risparmio, ma così non era".

Una premessa d'obbligo per una platea eterogena per età ed estrazione sociale, ma composta da persone che dopo aver creduto nella favola delle banche territoriali si trova con un pugno di azioni di scarso valore in mano e tanti dubbi nella testa.

"L'offerta che le due banche hanno messo sul piatto lo scorso 9 gennaio è insoddisfacente, sia per le cifre che per i termini temporali, quasi una presa in giro -chiarisce in più riprese Guiotto- ognuno deve fare le proprie valutazioni, c'è tempo fino al 15 marzo per Veneto Banca, mentre per BPVi fino al 22, per decidere se dichiarare il proprio interesse per l'offerta di risarcimento proposta dai due istituti di credito. Noi però vogliamo andare avanti".

Il problema è il come. La situazione illustrata ai presenti da Federconsumatori è complessa. Se da un lato si attende il corso delle indagini della magistratura, bisognerà attendere almeno fino a settembre, dall'altro si cerca la strategia più giusta. Improponibile secondo le stime di Federconsumatori agire in modo collettivo: sia in sede di mediazione che con l'arbitrato. Infatti, l'associazione valuta caso per caso. "Sul nostro tavolo abbiamo ricevuto oltre 1600 pratiche provenienti dal vicentino - spiega Guiotto- ci vuole tempo per valutarle e trovare dei casi apripista."
La battaglia, per chi non accetta la proposta delle Banca, è solo all'inizio e potrebbe essere lunga e, in termini economici, sanguinosa. "E chiaro che per cento azioni della Popolare, le vie legali al momento non convengono - ha spiegato Guiotto alla fila di risparmiatori che a fine convegno chiedevano delucidazioni su come muoversi -. Meglio non fidarsi di chi promette risultati certi, so di alcuni studi di avvocati milanesi che spediscono a tappetto lettere a tutti gli azionisti in difficoltà, non è un comportamento serio."
"In questo momento stiamo cercando di valutare quali azioni portare avanti - ha ribadito Puschiasis- non sarebbe utile a nessuno impegnarsi in una battaglia legale che accomuni centinaia di situazioni diverse, rischiando di farla male e in caso di sconfitta danneggiare la massa di risparmiatori che vuole essere risarcita. Meglio concentrarsi su pochi casi e creare dei precedenti che possano poi aprire la strada ad altri. Federconsumatori vuole fare le cose per bene, non ce la sentiamo di dirvi, come fanno altri, "andate in causa contro la Banca". Non sarebbe serio. Sia chiaro però che l'unione fa la forza, in particolare in questo momento in cui anche grazie a voi l'attenzione dei media è alta. Alle banche non interessano una o due cause, non le sente, ma interessa la fiducia del territorio per lavorare. E' una questione d'immagine e il risarcimento proposto ai risparmiatori non può bastare, ma sia chiaro, quando non si parlerà più di quanto è successo allora tutto sarà finito. Bisogna continuare a fare pressione".


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