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Economia vicentina, rallentamento nella crescita della produzione industriale

Di Note ufficiali Lunedi 4 Giugno 2018 alle 15:37 | 0 commenti

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La Camera di Commercio ha diffuso in una nota stampa i risultati dell’analisi congiunturale dell’economia vicentina nel 1° trimestre 2018: i dati più significativi riguardano le variazioni destagionalizzate della produzione e del fatturato rispetto al 4° trimestre, rispettivamente pari a +0,9% e +3,3%, risulta quindi un rallentamento nella crescita della produzione industriale mentre l’espansione del fatturato conferma l’intensità dei trimestri precedenti.

L’andamento degli ordinativi acquisiti evidenzia variazioni molto positive sia per la componente domestica sia per la componente degli ordinativi estera. Depurata dalle variabili stagionali, la quota di imprese che prevedono un aumento di produzione nei prossimi mesi è pari a circa il 30%, in aumento rispetto al dato di fine anno. In ambito occupazionale i movimenti registrati nel settore manifatturiero sono molto contenuti: rispetto a fine anno si individua un leggerissimo aumento pari a +0,02%.Complessivamente il tono dell’economia mondiale si mantiene evolutivo, ma l’economia dell’area euro rallenta: le stime del PIL evidenziano nel primo trimestre dell’anno una decelerazione rispetto al trimestre precedente: +0,4% contro +0,7%; il tasso di disoccupazione è rimasto inalterato (8,5%); gli indicatori anticipatori non producono segnali omogenei e univoci. Nel primo trimestre dell’anno la crescita dell’economia italiana (+0,3%) è stata coerente con i ritmi antecedenti; il principale driver della crescita è stata la domanda interna, mentre la componente estera ha fornito un apporto negativo; il valore aggiunto dell’industria non ha registrato variazione alcuna. Sul fronte del mercato del lavoro l’occupazione si amplia ma a maggio 2018 l’indice del clima di fiducia dei consumatori ha subito un ripiegamento, mentre tra le imprese il clima di fiducia è in arretramento nei settori delle costruzioni e dei servizi, è stazionario nel segmento manifatturiero e migliora nell’ambito del commercio al dettaglio. Rischi al ribasso sono connessi da un lato a una crescita più attenuata del commercio mondiale e dall’altro ad una lievitazione più pronunciata dei prezzi delle materie prime oilmentre le performance complessive potrebbero essere migliori ove gli stimoli agli investimenti producessero un effetto espansivo più accentuato.Le ore autorizzate di Cassa Integrazioni Guadagni (CIG) nel 1° trimestre sono aumentate rispetto al periodo ottobre-dicembre: da 875 mila di ore a 1,2 milioni di ore (+20,2%), tuttavia per trovare un valore così contenuto nel periodo gennaio-marzo occorre tornare al 2008. Tale incremento è riconducibile alla CIGO (cassa integrazione ordinaria) che passa da 540 mila ore a 709 mila (+22,6%), e soprattutto alle ore autorizzate di CIGS (cassa integrazione straordinaria) passate da 330 mila a 520 mila

Le aperture delle procedure concorsuali nel 1° trimestre 2018 sono diminuite rispetto al 4° trimestre 2017: 31 nel 1° trimestre 2018 contro 36 nel 4° trimestre 2017 (-13,9%). Nel confronto con l’analogo periodo del 2017 vi è una sostanziale invarianza delle aperture concorsuali (sono state 30 nel 1° trimestre 2017). Nell’ambito di queste procedure i fallimenti sono stati 29 nel 1° trimestre 2018 e 33 nel 4° trimestre 2017. Con il limite di rappresentare una parte molto contenuta degli strumenti di pagamento, l’ammontare del monte protesti indica un leggero peggioramento nella capacità delle imprese e delle famiglie di far fronte alle loro obbligazioni: l’ammontare protestato nel 1° trimestre 2018 è stato di 1,3 milioni di euro contro 1,1 milioni di euro nel 4° trimestre 2017 (+15,3%); il numero di effetti protestati è invece in diminuzione (-1,1%, da 743 a 735). L’effetto dell’iniezione di liquidità della BCE non dispiega appieno i suoi effetti sull’economia reale: lo stock di prestiti bancari alle imprese al 31 marzo è leggermente aumentato rispetto a fine anno (da 14,5 a 14,8 miliardi di euro, +2%), ma allargando l’orizzonte temporale, si nota che questo dato è più basso rispetto a quello di marzo 2017 (-5%). Il tema del sostegno finanziario alle imprese da parte delle banche resta complesso: se per il settore manifatturiero si è assistito ad una stabilizzazione del livello dei crediti concessi, i settori delle costruzioni e dei servizi lamentano un’ulteriore diminuzione dello stock di credito bancario. Un dato certamente positivo riguarda l’aumento del numero di immatricolazioni di automobili in provincia: nel 1° trimestre 2018 sono state 9.388 contro 8.151 del 1° trimestre 2017 (+20,8%), tale dato è il più elevato almeno dal 2009 (anno di inizio della nostra serie storica) a conferma della ripresa dei consumi dei beni durevoli favorita anche dai bassi tassi di interesse. Come anticipato, nel 1° trimestre 2018 la variazione congiunturale della produzione industriale esibisce una dinamica positiva (+0,9%) la cui intensità tuttavia diminuisce rispetto alla fine del 2017 (la variazione congiunturale destagionalizzata era stata di +2,2%). L’incremento registrato a Vicenza è comunque superiore al dato veneto e a quello italiano entrambi pari a +0,2%. In particolare nella nostra provincia sono molto buone le performance produttive relative alle imprese che realizzano macchinari e beni strumentali. La variazione destagionalizzata del fatturato è decisamente favorevole, con un incremento del 3,3%, ed elementi di fiducia per i prossimi mesi si intravedono sia negli andamenti degli ordinativi del mercato domestico (che mostrano un notevole ritmo accrescitivo, +2,7% rispetto al trimestre precedente) sia soprattutto nell’incremento di quelli provenienti dall’estero (+5,3%) anche se le incertezze relative ai dazi commerciali, alle turbolenze dei mercati finanziari e all’aumento del prezzo del greggio rendono difficili le previsioni a breve-medio termine. Il confronto con il 1° trimestre 2017 conferma variazioni positive degli indicatori analizzati. A segnare gli aumenti produttivi più rilevanti sono soprattutto le piccole imprese (da 10 a 49 addetti), mentre a livello settoriale sono soprattutto le imprese del legno-mobile, del sistema moda e dell’alimentare a essere contraddistinte da performance produttive positive; solamente il settore orafo mostra una produzione calante. Nella prima frazione del 2018, i giorni di produzione assicurati dagli ordinativi già raccolti sono stati 54, in linea con il dato del trimestre precedente.

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