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Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago scende in campo per la difesa e il riconoscimento internazionale delle denominazioni d'origine

Di Comunicati Stampa Giovedi 12 Ottobre alle 22:02 | 0 commenti

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E' in atto uno scontro globale, senza esclusione di colpi che richiede, ora, un intervento forte del sistema politico italiano e comunitario contro i tentativi di delegittimare un comparto di interesse nazionale come quello delle Indicazioni Geografiche. E' questo il messaggio che il Consorzio Tutela Formaggio Asiago lancia dopo che, negli ultimi tre mesi, è stato protagonista di un'intensa azione di tutela che ha visto il pieno riconoscimento dei diritti di proprietà intellettuale ed una serie di vittorie legali contro tentativi di usurpazione ottenute in Cina, Giappone e Messico, paesi dove sono in corso i negoziati bilaterali con l'Unione Europea.

La sinergia tra prodotto e territorio è l'elemento distintivo e fondante dell'Indicazione Geografica, occasione unica e inimitabile di promozione economica e valorizzazione del genius loci. A confermarlo sono i numeri del comparto dei prodotti DOP e IGP italiani che oggi valgono 14 miliardi di fatturato alla produzione (vino escluso) e, nel 2016, hanno visto esportazioni per 7,8 miliardi di euro, con un peso del 21% delle tipicità sull'intero export agroalimentare (dati Qualivita). Un settore, quello delle DOP e IGP, non delocalizzabile, che fornisce un importante contributo alla fiscalità nazionale e la cui salvaguardia andrebbe inserita tra le priorità nazionali, in quanto asset strategico per l'economia del Paese.

"Di fronte a chi oggi mette in discussione lo stretto legame tra denominazione e luogo geografico d'origine - afferma il Presidente del Consorzio di Tutela, Fiorenzo Rigoni, - come le recenti richieste di organizzazioni di produttori nordamericani indirizzate al presidente Donald Trump di non riconoscere le Indicazioni Geografiche negli accordi commerciali, è necessario che il sistema politico italiano prenda atto dell'attacco globale in corso e agisca, di concerto con la Ue, per salvaguardare i diritti di proprietà intellettuale legati ai prodotti DOP e IGP, la cui tutela coincide non solo con la difesa di interessi economici vitali ma con la difesa di un valore non negoziabile: ovvero l'identità e la cultura di intere comunità locali".

Proprio in questi mesi, il Consorzio veneto-trentino ha svolto un'intensa azione di tutela in tre paesi dove sono in corso negoziati bilaterali con l'Unione Europea: Cina, Giappone e Messico. Dopo queste attività, il Consorzio può contare su un'efficace protezione del marchio e della denominazione. Il risultato è stato rivendicato lo scorso 2 ottobre, a Ginevra, con un evento dal titolo "Indicazioni Geografiche: identità di territori", organizzato dal Ministero delle Politiche Agricole e dai principali consorzi di tutela nel contesto dell'assemblea generale dell'OMPI, l'Organizzazione Mondiale sulla Proprietà Intellettuale, agenzia delle Nazioni Unite, per sostenere lo sviluppo dell'Accordo di Lisbona, accordo multilaterale firmato nel 1958 per la protezione internazionale delle denominazioni di origine, in particolare nella sua versione rivista tramite l'Atto di Ginevra del 2015.

"Il momento che stiamo vivendo - continua il Presidente Rigoni - richiede un impegno straordinario. Riteniamo che il mondo delle denominazioni d'origine necessiti di azioni di supporto e valorizzazione internazionali senza precedenti. Per questo, la G7GI Conference, l'evento sul tema delle Indicazioni Geografiche organizzato nell'ambito G7 Italia 2017, lo scorso 11 ottobre, ha avuto il nostro pieno sostegno, così come la relativa "Dichiarazione di Bergamo", documento strategico in cui si individuano i temi prioritari per sostenere la crescita del settore e ribadirne la centralità all'interno dell'agenda politica internazionale: lotta alla contraffazione, cooperazione internazionale, sostenibilità, web transparency" .
Proprio per segnare l'importanza di questo percorso, il Consorzio di Tutela Formaggio Asiago è tra i promotori di OriGIn, l'organizzazione non governativa che riunisce oltre 500 associazioni di produttori di Indicazioni geografiche, che rappresentano 40 diversi paesi. "L'azione di monitoraggio e di tutela a difesa della denominazione svolta dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago in Cina, Giappone e Messico - afferma Massimo Vittori, direttore generale di OriGIn,- rappresenta senza dubbio un successo importante. Dimostra la necessità per i consorzi delle denominazioni che più soffrono di usurpazioni di adottare un approccio proattivo. Il riconoscimento e la tutela delle denominazioni sui mercati esteri, tuttavia, non può essere lasciato interamente ai consorzi, perché i costi non sono sostenibili nel medio e lungo periodo. Gli accordi commerciali bilaterali dell'UE sono un'opportunità importante al riguardo. OriGIn segue da vicino questi negoziati, compresi quelli in corso con Cina e Giappone, e si adopera affinché eventuali opposizioni al riconoscimento delle Indicazioni Geografiche interessate siano valutate attraverso criteri strettamente giuridici, nel pieno rispetto della normativa internazionale in materia".

Quest'anno, per la prima volta, OriGIn realizzerà la sua assemblea generale biennale in Italia, a Treviso, dal 17 al 19 ottobre. Un evento importante nel quale il Consorzio di Tutela sarà parte attiva e che vede, mercoledì 18 ottobre, nella conferenza "Towards a 2020 Geographical Indications (GIs) International Agenda" l'occasione per avviare un confronto su molti temi strategici come la tutela online, la sostenibilità, il rafforzamento delle associazioni e la compatibilità del sistema di tutela UE delle DOP e IGP con le norme internazionali.


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Commenti degli utenti

Giovedi 14 Dicembre alle 20:41 da Barbara77
In Gianni Zonin fa così tanta scena muta in commissione d'inchiesta sulle banche che Casini prova a fare il suo ventriloquo

Giovedi 14 Dicembre alle 14:25 da Lucia
In La lettera di una socia di Veneto Banca per accelerare il "ristoro" ai risparmiatori truffati dalle banche venete
Leggendo la lettera di Flavia mi è venuto tornato alla mente l'articolo 47 della Costituzione, nel passaggio dove recita:

"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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