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La cronaca e i dettagli dell'approvazione alla Camera del decreto legge su BPVi e Veneto Banca. M5S lancia banconote, anche MPD vota contro. Il Senato ha ora tempo fino al 24 agosto per convertirlo in legge

Di Edoardo Pepe Giovedi 13 Luglio 2017 alle 22:40 | 0 commenti

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Radiocor Il Sole 24 Ore ci aiuta a raccontare la cronaca della giornata alla Camera dei deputati dedicata all'approvazione del decreto legge che che scade il 24 agosto e, se approvato, mette fine alla Banca Popolare di Vicenza e a Veneto Banca, messe in liquidazione coatta amminsitrativa, consegnandone la parte "viva" a Intesa Sanpaolo per un euro a fronte della sua tutela e della riduzione dei danni per i dipendenti e gli NPL alla SGA, Società Gestione Attività, che il Tesoro ha rilevato proprio da Intesa per la quale si era occupata con profitto proprio della monitizzazione dei crediti difficili dell'ex banco di Napoli.

Fallisce nel pomeriggio per due voti il tentativo delle opposizioni di far mancare il numero legale alla ripresa pomeridiana delle votazioni sul Dl banche venete nell'Aula della Camera. I deputati presenti sono risultati 187 a fronte della soglia dei 185 richiesti per il numero legale (considerati anche i parlamentari in missione).

Concluso l'esame degli ordini del giorno, in Aula alla Camera iniziano le dichiarazioni di voto finali sul Dl banche venete con l'ostruzionismo del Movimento 5 Stelle, di cui si sono iscritti a parlare 65 deputati, per un totale di 82 interventi. Ognuno ha avuto disposizione 10 minuti per circa 13 ore e mezzo di dichiarazioni di voto finali.

Questo non è bastato: l'Aula della Camera ha, infatti, approvato il decreto legge per il salvataggio di Veneto Banca e Popolare di Vicenza con 211 si', 91 no e tre astenuti. Il gruppo Mdp ha espresso voto contrario pur facendo parte della maggioranza di governo. Il provvedimento e' stato votato nella stessa versione approvata dalla commissione Finanze in cui l'unica modifica e' stato l'inserimento del testo del Dl sulla sospensione per sei mesi del rimborso di un bond di Veneto Banca.

Il decreto, che scade il 24 agosto prossimo, passa ora all'esame del Senato.

Il provvedimento facilita la liquidazione coatta amministrativa della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, garantendo la continuita' del sostegno del credito alle famiglie e alle imprese del territorio.  Le principali misure consistono nella vendita di parte delle attivita' delle due banche a Intesa Sanpaolo, con il trasferimento del relativo personale. Per garantire la continuita' dell'accesso al credito da parte delle famiglie e delle imprese e per la gestione dei processi di ristrutturazione delle banche in liquidazione, il decreto legge dispone una iniezione di liquidita' pubblica pari a circa 4,8 miliardi di euro. A questa somma si aggiungono circa 400 milioni quale eventuale costo da sostenere per le garanzie prestate dallo Stato sugli impegni delle banche in liquidazione, per un ammontare massimo di circa 12 miliardi di euro. In questo caso le norme europee hanno consentito, con il via libera della Commissione europea, il ricorso agli aiuti pubblici per facilitare la liquidazione dei due istituti, evitando cosi' le procedure di risoluzione (bail-in).

Per i creditori subordinati delle banche che siano investitori al dettaglio e' previsto un meccanismo di ristoro analogo a quello stabilito per le quattro banche in risoluzione (Etruria, Carife, CariChieri e Banca Marche). Il rimborso forfettario (l'80% dal Fondo interbancario di tutela dei depositanti, il 20% da un contributo di Banca Intesa) vale per i titoli sottoscritti o acquistati entro il 12 giugno 2014, nell'ambito di un rapporto negoziale diretto con le banche emittenti. Le richieste di indennizzo devono essere presentate entro il 30 settembre.  

La norma impegna inoltre il ministero dell'Economia, sulla base degli elementi forniti dalla Banca d'Italia, a presentare alla Commissione europea una relazione annuale, sino al termine della procedura, con le informazioni dettagliate riguardo agli interventi dello Stato effettuati in esecuzione del decreto stesso. 

Il decreto legge disciplina anche la cessione alla Societa' per la gestione di attivita' (Sga), da parte dei commissari liquidatori, dei crediti deteriorati e di altri attivi non ceduti o retrocessi. 

Nel corso dell'esame in Commissione e' stato inserito nel provvedimento il contenuto del decreto legge che sospende per sei mesi il rimborso di un bond di Veneto Banca.

Il testo stabilisce, in particolare, che, ove la banca abbia presentato o formalmente comunicato l'intenzione di presentare richiesta di intervento dello Stato, sia prorogato di sei mesi il termine di scadenza delle passivita' oggetto delle predette misure di 'burden sharing', se tale termine di scadenza ricade nei sei mesi successivi alla presentazione dell'istanza o della formale comunicazione dell'intenzione di presentarla. Si tratta dell'unica modifica al testo introdotta da Montecitorio (Intesa Sanpaolo aveva posto tra le condizioni risolutive del contratto di acquisto delle due banche venete quella di non introdurre in sede di conversione modifiche onerose al dl. 

 


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