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L'emendamento Santini alla finanziaria per i soci truffati di BPVi e Veneto Banca: le valutazioni e le proposte di Luca Canale

Di Citizen Writers Martedi 28 Novembre 2017 alle 21:35 | 0 commenti

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Pubblichiamo volentieri commenti ed elebarorazioni degli argomenti affrontati nella nostra intervista di ieri "L'emendamento Santini alla finanziaria per i soci disastrati di BPVi e Veneto Banca, confronto di valutazioni con Riccardo Rocca: gonfiare le cifre del danno non è costruttivo" a firma luca Canale.

Come è stato ampiamente pubblicizzato sulla stampa è stato proposto un emendamento alla legge di bilancio che prevede la costituzione di un fondo per il risarcimento dei risparmiatori danneggiati dai crack bancari. Questo emendamento, depositato dal duo Santini - Puppato (e non bi o tri-partisan come riportato da alcuni) presenta, a parere di molti, diverse criticità.

Già il titolo, "Fondo per le vittime di reati finanziari", costituisce un problema, perché nell'ordinamento italiano il reato, e le relative vittime destinatarie del risarcimento, si concretizzano solo con una sentenza della magistratura, e vista la "speditezza" della magistratura italiana in generale e vicentina in particolare nei casi bancari, possiamo ragionevolmente prevedere che finirà tutto in una prescrizione.

È pertanto alto il rischio che non si arrivi mai a definire che c'è stato un reato, e che quindi ci siano delle vittime da risarcire.

Se al posto di "reati" si utilizzasse un più specifico "Dissesti bancari risolti con leggi speciali in deroga alla normativa vigente, leggi che hanno limitato o abrogato i diritti e la possibilità dei cittadini di adire ad un risarcimento" magari la cosa sarebbe più accessibile, visto che in tal modo potrebbero essere inclusi anche i truffati delle "4 banchette".

Per quanto riguarda la dotazione del Fondo, peraltro già previsto dalla L. 266/2005 commi 343 e 345, al momento la dotazione deriva da:

- conti dormienti per un importo non specificato;

- euro 50 milioni per ciascuno degli anni 2018, 2019, 2020 provenienti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (quindi 150 mln e non 300 come riportato a meno che non si intenda che c'è un fondo per ognuna delle due banche venete).

Come si vede si tratta di una ennesima elemosina, che non va a scalfire il danno reale e tangibile che i risparmiatori e l'economia reale hanno sofferto.

Alcuni professionisti hanno stimato che, per far fronte alle richieste di risarcimento con una cifra dignitosa ed essere "accettabile" dalla attuale maggioranza, la dotazione del Fondo dovrebbe essere di circa un miliardo.

Personalmente ritengo che la cifra debba essere più alta, ricordiamoci che per le sole "baciate" siamo intorno a 1,5 miliardi per le due popolari venete (anche se tali importi non sono considerati nei conteggi precedenti perchè autoelidentisi, ndr).

Ma come si potrebbero reperire i fondi?

Innanzitutto bisognerebbe svincolare la cessione degli NPL dai rimborsi; se il sottosegretario Baretta ed il ministro Padoan sono sicuri che lo Stato ci guadagnerà dagli NPL (come hanno più volte dichiarato sia in Parlamento che alla Stampa) allora lo Stato può tranquillamente anticiparli, ma personalmente preferirei evitare una "guerra tra poveri" in cui i rimborsi dipendano (ad esempio estremo) dalla vendita della casa del nostro vicino che non riesce a pagare il mutuo perché magari ha perso il lavoro.

Altri fondi possono essere reperiti utilizzando le garanzie sulle emissioni obbligazionarie bancarie stanziate con D.L. n. 237 del 23 dicembre 2016 (20 miliardi) e non ancora utilizzate.

A tale proposito, dovrebbe essere possibile recuperare parte di quelle già emesse dallo stato per tutti i bond emessi da BPVI e Veneto Banca nel 2017 (e parliamo di almeno 5 miliardi), dato che la garanzia era specificatamente legata alla solvibilità delle due banche, ed essendo state dichiarate "Non solvibili" da BCE dovrebbe decadere anche la garanzia sulle obbligazioni emesse (che non sono comunque a rischio dato che ora sono in capo ad Intesa).

Tali garanzie emesse dovrebbero decadere anche perché vi erano, tra i requisiti previsti, "l'inesistenza di carenze di capitale" e "presentare un piano di ristrutturazione da sottoporre alla Commissione europea ai fini della valutazione della compatibilità della misura con il quadro normativo dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato".

Come sappiamo tutti entrambi gli istituti sono stati messi in liquidazione per mancanza dei requisiti di capitale e per carenze di un piano industriale "da film dell'orrore", quindi come possono sussistere ancora queste garanzie di Stato?

Ma lasciamo tali considerazioni agli "esperti" che guidano il nostro Ministero dell'Economia.

Sempre secondo l'emendamento Santini-Puppato, la gestione del Fondo sarebbe affidata all'ANAC e ad una istituenda "Commissione Etica di Conciliazione" non meglio definita.

Ma come mai l'ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione), che non ci risulta abbia competenze specifiche in materia di truffe finanziarie, né strutture o personale adeguati per affrontare la prevedibile massa di richieste di risarcimento?

Nella nostra ignoranza ci limitiamo a rilevare che una struttura adeguata e con specifiche competenze, e che comprende anche rappresentanti delle associazioni di consumatori, esiste già e si chiama Arbitro per le Controversie Finanziarie.

Chissà come mai bisogna creare una nuova struttura visto che una ce l'abbiamo già?

Si pone poi il problema di identificare chi abbia diritto al risarcimento.

La qualifica di "truffato" non dovrebbe dipendere da improbabili e molto di là da venire "pronuciamenti" della magistratura, ma dipendere da (a mero titolo esemplificativo):

- essere clientela retail;

- Profilatura MIFID non adeguata all'investimento;

- Profilatura MIFID non corrispondente alle reali conoscenze della persona in ambito finanziario;

- Soci scavalcati nell'ordine di vendita;

- Soci retail divenuti tali a seguito di conversione di obbligazioni subordinate;

- Soci retail con operazioni "baciate";

- Obbligazionisti subordinati retail non compresi nel perimetro di rimborso attualmente previsto dal dl 99/2017.

Terminata questa analisi critica con qualche (speriamo) valido spunto di riflessione, che cosa stanno facendo, in questi giorni, le Associazioni?

C'è chi si prepara a far costituire i truffati come parte civile nei processi penali.

C'è chi continua le cause civili.

C'è chi si limita a fare comparsate televisive.

C'è inoltre chi prepara emendamenti all'emendamento, scordando che, magari, i termini per la presentazione di emendamenti potrebbero anche essere già chiusi.

Ma questi sono dettagli.

Da quanto disponibile al pubblico questi "emendamenti all'emendamento" hanno la grave pecca di essere del tipo "pezo el tacòn del sbrègo", dato che non riporterebbero cifre, coperture, parametri, e vorrebbero demandare il seguito ad un regolamento attuativo da emettere a cura di un Governo in scadenza elettorale.

Tali proposte saranno presentate durante un evento pubblico a Vicenza nel prossimo fine settimana ma a parere di molti si tratterà della solita passerella per il Patrocinatore dell'evento (l'oramai ventennale Sindaco-Presidente-Consigliere) e per i componenti di un Governo e una Maggioranza sempre più in difficoltà, e che necessitano di un po' di spolvero in vista della prossima (prevedibile) deblàche elettorale.

Senza delle richieste precise, strutturate e dotate di una copertura finanziaria adeguata, emendamenti come quello presentato (anche con le richieste di modifica) potranno anche essere approvati, ma non avranno alcuna influenza sulla consistenza dei ristori più volte promessi da banche, ministeri e parlamento visto che saranno solo delle scatole vuote, l'ennesima mancetta elettorale che andrà a dare pochi euro a poche persone. Montanelli disse che "questa sinistra ama talmente i poveri che cerca sempre di crearne di nuovi". Posto che si possa ancora definire "di sinistra" l'attuale maggioranza di governo, non possiamo che sottoscrivere.


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