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Tasse di successione pagate su valori alti e ora azzerati della BPVi: ci chiede cosa fare una lettrice su [email protected]

Di Risposte agli azionisti Giovedi 22 Settembre 2016 alle 14:28 | 0 commenti

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Qui pubblichiamo le lettere (tutte firmate ma di cui assicuriamo l'anonimato pubblicando solo le iniziali salvo diverse richieste esplicite) e proviamo a dare qualche risposta, con l'aiuto di qualche esperto, e qualche consiglio ai soci della Banca Popolare di Vicenza che ci scrivono soprattutto utilizzando l'indirizzo mail [email protected] a loro dedicato con la premessa che un loro contatto diretto con un legale o con una delle associazioni a loro tutela è la via maestra per verifiche legali di quello che riportiamo.

Buon giorno direttore, leggo tutti i giorni il quotidiano online e la ringrazio non solo per la trasparenza con la quale informa i lettori, ma anche perché grazie al suo giornale riesco a rimanere informata sulle vicende vicentine ovunque io mi trovi. Sulla questione azioni la mia posizione è quella di una piccola azionista che si è trovata tale per successione.

Nel 2012, infatti, ho ereditato le azioni di mia mamma. Diventata cliente BPVi il consiglio dato dai consulenti è stato quello di non vendere (e quindi ho utilizzato tutti i miei risparmi accantonati in altra banca e accumulati anche grazie alla eredità di mio papà per pagare le tasse di successione).
Sono riuscita a vendere circa metà delle azioni perché avevo bisogno di cambiare auto ma ho dovuto lasciare in banca 250 azioni "per usufruire dei vantaggi riservati agli azionisti". Grazie a Dio non ho investito nulla nonostante le pressioni della campagna acquisti del 2014....
Ora mi chiedo: su quelle azioni io ho pagato, nel 2012, le tasse di successione per il valore che avevano allora le stesse azioni. Ci si può fare qualcosa?
E poi mi chiedo: avendole ricevute per successione è come se fossero nuovi acquisti (e quindi sopravvalutati) oppure hanno il valore dell'acquisto fatto da mia mamma ovvero da mio nonno (dato che a memoria ricordo che quelle stesse azioni fossero state già oggetto di successione)?

La ringrazio per quanto saprà rispondermi.

E. M.

 

Gent.ma E. M., mi scusi, intanto per il ritard nella risposta ma, per farmi apprezzare da lei e non solo, sto continuando a cercare e documentare malefatte... Grazie ovviamente per gli apprezzamenti sperando che lei si sia anche abbonata, è il nostro modo di finanziarci rimanendo INDIPENDENTI... Comunque le rispondo su ciò che mi ha chiesto, anche se le consiglio di verificare sempre presso una buona associazione o presso un legale soprattutto sulla questione delle 250 azioni "rimaste" in BPVi.

Su tasse pagate e su valori nulla può fare perché, le faccio un esempio, se io acquisto un'auto a 10.000 euro e poi la lascio a lei questo non è un nuovo acquisto.
Ma sul quantum delle tasse verifichi se era stato fatto il cosiddetto "affrancamento" e a che valore.
Non penso abbia spazi ma verifichi.
A presto sperando di esserle stato utile

Giovanni Coviello 


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Commenti degli utenti

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In Gianni Zonin fa così tanta scena muta in commissione d'inchiesta sulle banche che Casini prova a fare il suo ventriloquo

Giovedi 14 Dicembre alle 14:25 da Lucia
In La lettera di una socia di Veneto Banca per accelerare il "ristoro" ai risparmiatori truffati dalle banche venete
Leggendo la lettera di Flavia mi è venuto tornato alla mente l'articolo 47 della Costituzione, nel passaggio dove recita:

"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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