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Un lettore scrive a [email protected] per il mutuo concesso insieme all'acquisto di 100 azioni BPVi: di ragioni per rimborsi e danni ne ha 1000...

Di Risposte agli azionisti Lunedi 10 Ottobre 2016 alle 10:42 | 0 commenti

Mentre ci prepariamo a presentare in Regione Veneto "Vicenza. La città sbancata", il nostro libro testimonianza che ha di fatto esaurito la sua seconda ristampa, continuiamo ad occuparci, assicurando l'anonimato se non richiesto diversamente in maniera esplicita, delle richieste di consigli che arrivano al nostro indirizzo mail specifico [email protected] (tel. 0444-1429915, redazione a Vicenza in viale Milano 31) riservato ai soci traditi dalla Banca Popolare di Vicenza che volessero una prima risposta ai loro problemi per i quali cerchiamo di indicare strade da percorrere con l'aiuto di studi legali e associazioni di azionisti. Oggi, dopo aver risposto privatamente ad altre, vi sottoponiamo, per aiutare chi fosse in condizioni simili, il caso da espostoci da R. D. B. e caso tipico come dimostra anche il video che vi proponiamo a cura della redazione di TG2000 che lo ha messo in rete il lontano 26 febbraio 2016, così come hanno fatto tante altre tv con moltissimi servizi che speriamo siano stati visionati, acquisiti ed... elaborati anche dalla Procura di Vicenza...

 Buongiorno, la mia banca è la Banca Popolare di Vicenza (ex filiale di Dosson, Treviso, ora chiusa) e circa quattro anni fa, a metà del 2012 ho aperto un mutuo presso di loro, per poter usufruire di un tasso vantaggioso, (vantaggioso per quel pessimo periodo in cui i tassi erano alle stelle, sopra al 3%) ma ho dovuto acquistare 100 azioni che a quel periodo valevano 62,50 euro (tot. 6250 euro + 250 euro di operazioni).

Inizialmente mi è sempre stato detto che avrei potuto venderle in qualsiasi momento e che non ci sarebbero mai stati problemi al riguardo (premetto che non avrei mai pensato di spendere tutti quei soldi per avere azioni inizialmente in fase di mutuo, di cui non avevo nessun interesse personalmente, e che mi hanno costretto ad un ulteriore sacrificio economico!). Inconsapevole delle conseguenze sono stato ''costretto'' a firmare un foglio dove risultava scritto che l'acquisto delle azioni risultava essere una mia iniziativa....

Ho piu volte chiesto, fin da subito, ai dipendenti della filiale (solo verbalmente purtroppo...) se potessi procedere alla vendita delle azioni in quanto mi avrebbero fatto comodo quei soldi investiti, ma mi è sempre stato detto che non mi sarebbe convenuto e che avrei perso la convenienza del tasso ricevuto, per questo ho continuato a lasciare le cose cosi come erano.

Comunque ho sempre avuto la sensazione che si arrampicassero sugli specchi e non sapevano quasi cosa dire, pur di non farmi vendere le azioni, ma essendo impegnato in altro in quel periodo, non ci ho dato molta rilevanza, purtroppo.

Successivamente nel 2015 sono state svalutate a 48 euro (quindi valore sceso a 4800 euro) senza nessun avviso al riguardo e me ne sono accorto da solo accedendo al mio conto.

Anche qui, mi sono recato subito in banca per chiarimenti, e hanno ripetuto la stessa cosa, che sono variazioni di mercato, che non dovevo preoccuparmi, e che mi conveniva lasciare cosi.., e che comunque non potevo vendere o avrei perso il tipo di tasso fattomi inizialmente.

Ho quindi iniziato ad informarmi, ma purtroppo troppo tardi, perché avevano già bloccato le vendite delle azioni, quando ancora pero' valevano 48 euro l'una.

Dopo poco sono stato contattato per compilare un questionario sulla conoscenza del mondo azionario o cose simili, dicendomi che era una cosa obbligatoria, e che dovevo passare per compilare e firmare.

In buona fede, e non pensando a cosa potesse portare, ho firmato, non approfondendo tutto quanto indicato (non essendo ferrato al riguardo) in buona fede ho fatto quello che hanno chiesto.

Con il discorso della quotazione in borsa, hanno bloccato le vendite delle azioni (a patto di accettare la vendita al prezzo di 6 euro circa, per un valore di 600 euro con perdita del 90%, ora ulteriormente sceso a 0,10 euro) sono stato in attesa di capire cosa potesse succedere e a quale quotazione potesse essere fissato il prezzo delle azioni, o quali altre strade potessero essere intraprese...

In un recente incontro con la banca, ho chiesto la possibilita' di rivedere il mutuo, aggiornando il tasso ad oggi (molto piu conveniente del 2012) ma mi è stato detto che non potevano fare nulla, che meglio di cosi non riuscivano, che non mi sarebbe cambiato nulla ecc ecc.. questo prima che a maggio 2016 la mia filiale venisse chiusa!

Non mi è andato giù questo brutto comportamento, e siccome è possibile fare la surroga del mutuo, usufruendo di tassi migliori, valutavo appunto di sentire altre banche e spostare tutto su una nuova posizione, conto principale compreso, lasciando in essere solo il conto con un minimo di soldi, giusto finchè non saranno completamente vendute le azioni, dopodiche' voglio chiudere con BPVi.

Il problema ora è trovare una banca che possa accettare la mia richiesta, e finora nessun risultato è stato positivo.

La mia intenzione ora è di valutare l'offerta di tasso migliore che trovo con altre banche (che siano sicure e stabili e non facciano scherzi strani di questo genere).

Vorrei capire cosa posso fare per riuscire a recuperare (se sarà mai possibile) parte o tutto l'importo investito in quelle azioni ''obbligate''.
A chi posso rivolgermi?
Cosa si puo' fare fino a quando verranno definite le azioni procedurali ai danni della banca?

Vi ringrazio da subito del disturbo fiducioso in qualche notizia ''positiva''.

 

Cordialmente

 

R. D. B.

 

Caro R. D. B. Ecco la sua risposta, che contiamo sia utile anche ad altri nelle sue condizioni, fermo restando l'invito a rivolgersi a studi legali come quello dell'ex magistrato di Cassazione Tonino De Silvestri e lo Studio Legale Rocca, ad associazioni come "Noi che credevamo nella BPVi", "Azionisti associati Banca Popolare di Vicenza", Federcontribuenti, Codacons Veneto, che ha contribuito in buona parte a questa risposta, e ad altri studi e associazioni altrettanto affidabili... 

 

Non buone, ottime notizie per lei.
Il mutuo erogato nel contesto da lei descritto configura numerose irregolarità:
1) violazione dei principi di trasparenza e quindi della libera concorrenza, sanzionata con una multa altissima recentemente comminata dall‘Autorità Antitrust

2) è necessaria un'analisi della documentazione, ma sin d'ora riteniamo emergerà una così stretta connessione tra acquisto delle azioni e mutuo, da avere ripercussioni per il calcolo del tasso reale (mettendo in conto anche il costo complessivo le azioni "acquistate", ndr). Se il ricalcolo del tasso reale superasse il tasso di soglia (usura) allora si annulla il contratto con restituzione almeno degli interessi pagati.
Poiché potrebbe esserci profilo penale (l'usura è un reato) si aprono prospettive risarcitoria come parte lesa

3) poiché il prezzo delle azioni diventa costo quanto pagato verrà restituito con il rimborso di tutti i costi sostenuti

4) Il comportamento della Banca che l'ha costretta a firmare che l'acquisto è di sua iniziativa evidenzia la preoccupazione di aver commesso un atto illecito e quindi il tentativo di "coprirsi" diventa un'aggravante, il dolo esclude la buona fede personale dello sportellista. Ciò ha ulteriori profili penali che chi ha compiuto l'induzione all'acquisto.
Resta il problema dei costi di una causa. Suggerisco di iscriversi ad una associazione di tutela dei consumatori (o di rivolgersi ad un legale che commisuri le prestazioni al caso specifico, ndr) ed elaborare una specifica diffida. Poi attenda l'avvio dei tavoli di conciliazione. È probabile che per casi come il suo si prefigurino accordi standard per una conciliazione dignitosa.
La risposta è sommaria, ma in questa fase sono necessari i punti strategici.
Sonni tranquilli quindi... per quanto possibile in prospettiva.


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