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Veneto Banca - Bim: nuove accuse a Visco, Barbagallo, Gatti e De Varti. Il Fatto: Renzi ora vuole Saccomanni scavalcato in passato proprio da Visco

Di Rassegna Stampa Giovedi 26 Ottobre 2017 alle 10:40 | 0 commenti

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L'inchiesta - in procura a Roma altro esposto del banchiere D'Aguì, siluro sulla riconferma del governatore. Renzi vuole Saccomanni

Un nuovo esposto al procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone contro gli uomini della Banca d'Italia. E le voci sull'ipotesi di candidatura a sorpresa di Fabrizio Saccomanni, nata, a quanto si dice in ambito renziano, come alternativa alla conferma di Ignazio Visco. Alla vigilia del voto del Consiglio dei ministri sul nome da portare alla firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il clima si infiamma. L'interrogativo è sempre lo stesso: il premier Paolo Gentiloni ha la forza di dire no a Matteo Renzi, che chiede "discontinuità" e seguire il Quirinale che vuole il nuovo mandato?

In questo scenario si inserisce il nuovo esposto del banchiere Pietro D'Aguì contro il capo della Vigilanza di Bankitalia Carmelo Barbagallo e i due ispettori Emanuele Gatti e Biagio De Varti. L'avvocato di D'Aguì, Michele Gentiloni Silveri, cugino del premier e con studio nello stesso solenne palazzo Gentiloni in cui vive il presidente del Consiglio, aveva già presentato un primo esposto il 30 giugno scorso, avvertendo Pignatone che copia del documento sarebbe stata consegnata non solo al presidente del Consiglio ma anche al segretario del Pd. Renzi dunque è a conoscenza di tutti i documenti in mano a Pignatone e delle pesanti accuse alla Vigilanza bancaria che contengono.

L'avvocato Gentiloni ha presentato quindi un nuovo esposto lunedì scorso ed è stato aperto un fascicolo, senza reati nè indagati. La mattina dopo, martedì, il procuratore capo ne ha dato notizia alla commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche. Il nuovo esposto dell'avvocato Gentiloni potrebbe essere giudicato una oggettiva pressione sul cugino premier verso la scelta del siluramento di Visco. Un dettaglio vale da solo il prezzo del biglietto: D'Aguì accusa Barbagallo di avergli mandato nel 2012 a ispezionare la Bim (Banca Intermobiliare) Vittorio Tonellato.

Fino a due mesi prima (e per otto anni) Tonellato era stato avvocato nello studio dell'avvocato Massimo Malvestio, legale del boss di Veneto Banca Vincenzo Consoli nonché consigliere della stessa Bim. Questa ed altre procedure sospette avrebbero fornito allo stesso Barbagallo le armi per negare nel 2015 a D'Aguì l'autorizzazione a comprare la Bim da Veneto Banca. L'avvocato Gentiloni fa notare che, grazie alla vigilanza griffata Visco & Barbagallo, due anni fa fu impedito a Veneto Banca, già in grave difficoltà, di vendere la Bim a 562 milioni di euro: proprio ieri liquidatore di Veneto Banca Fabrizio Viola è stato costretto a vendere la Bim per un valore totale di 35 milioni, il 94 per cento in meno.

Il contenuto del nuovo esposto di D'Aguì ha cominciato a circolare nel pomeriggio di ieri, proprio mentre spuntava il nome di Saccomanni, lanciato da Lorenzo Totaro, corrispondente da Roma dell'agenzia americana Bloomberg. La scelta di Saccomanni come governatore della Banca d'Italia - pensano gli strateghi renziani specializzati nello scavo del buco alla ciambella - potrebbe essere la quadratura del cerchio per Gentiloni. Saccomanni sarebbe al tempo stesso la discontinuità chiesta da Matteo Renzi e la continuità invocata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È stato direttore generale della Banca d'Italia con Mario Draghi governatore fino al 2011, ma non ne prese il posto, quando quest'ultimo fu promosso presidente della Bce, perché alla sua candidatura "naturale" fu opposta quella del direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli, sponsorizzato dall'allora ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Il premier Silvio Berlusconi uscì dall'impasse tirando fuori dal cilindro, come punto di mediazione, il nome di Visco, allora vice di Saccomanni.

L'indiscrezione di Bloomberg paventa una beffa della storia: Visco, diventato governatore sorpassando il suo diretto superiore, dovrebbe riconsegnare la poltrona al legittimo aspirante, che nel frattempo sta per compiere 75 anni. Peraltro Saccomanni è, con l'ex presidente Rai Anna Maria Tarantola, l'artefice del via libera all'operazione Antonveneta con cui Giuseppe Mussari ha distrutto il Monte dei Paschi. Non solo: è anche accusato dallo stesso Visco e da tre quarti del mondo politico, di aver distrattamente aperto le porte, come ministro dell'Economia del governo Letta, alle pessime regole europee del bail in.

In questa guerra di potere sconclusionata, Saccomanni ha dunque tutti i requisiti per diventare governatore della Banca d'Italia se Gentiloni deciderà di non indispettire il suo dante causa Renzi. Se invece Mattarella riuscirà a convincere il premier che "la ricreazione è finita", allora domani il Consiglio dei ministri voterà il nome di Visco.

di Giorgio Meletti e Valeria Pacelli, da Il Fatto Quotidiano


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