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Achille Variati non affianca i vicentini traditi da Zonin e dal "sistema": lui e i suoi assessori rimangono muti sulla tutela "solidale" delle 2.216 azioni BPVi del Comune di Vicenza

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile) Mercoledi 15 Febbraio alle 00:36 | 0 commenti

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«"E ora di fatti non di parole". Scandisce con tono deciso questa frase il presidente dell'associazione "Noi che credevamo nella BPVi" Luigi Ugone al termine dell'evento andato in scena lo scorso sabato (4 febbraio, ndr) al palasport di Via dei Cavalieri di Vittorio Veneto e trasmesso da VicenzaPiu.tv e LaPiù.tv (e ora disponibile on demand). Il monito aveva un destinatario preciso, il sindaco e presidente della Provincia Achille Variati, la figura di prestigio richiamata a rappresentare la politica cittadina davanti all'assemblea...»: così introduceva il nostro Pietro Zanella la documentazione video del «match vero tra Luigi Ugone e Achille Variati: il duello tra politica e cruda realtà andato in scena all'assemblea di "Noi che credevamo nella Bpvi"». La sfida ha registrato uan evidente sconfitta politica e popoalre sul viso di Variati, per la prima volta bianco e tirato nella sua quarantennale carriera politica di fronte all'evidenza delle sue colpevoli assenze e del suo girare lo sguardo altrove durante e dopo il flop della Banca Popolare di Vicenza.

Gestita e favorita dagli uomini di Gianni Zonin e dal sistema politico, che gli ruotata intorno in quasi tutta la sua interezza, come denunciato da Jacopo Bulgarini d'Elci, il pupillo "intelligente" del sindaco, poi subito zittito dal sistema stesso, l'azione distruttiva della Banca, che ha messo in ginocchio decine di migliaia di vicentini, richiede un intervento di tutti, così Ugone inchiodava ai fatti e non alle parole il finto non potente Achille Variati chiedendogli impegni concreti.

Per aiutarlo a prenderne alcuni abbiamo inviato tre giorni dopo l'assemblea al sindaco Variati, e per la parte di competenza all'assessore al soiale Isabella sala, alcune domande che  includevano l'invito a prendere una posizione ufficiale accanto ai soci traditi essendo il Comune stesso proprietario di quote azzerate.

Eccole:

"Egregio sindaco, risulta che il Comune di Vicenza sia titolare di quote della Banca Popolare di Vicenza sottoscritte o acquistate nel tempo.
1 - Vorremmo conoscere al riguardo la quantità di quote residue, la storia delle loro sottoscrizioni, acquisizioni e vendite, il valore a cui sono patrimonializzate.

2 - Chiediamo, poi, di sapere se le azioni eventualmente possedute rientrino in quelle per le quali la BPVi ha avanzato una proposta di transazione e, se sì, come si intenda procedere al riguardo.

3 - Chiediamo, quindi, di sapere se Lei e la Giunta vi siete attivati legalmente o direttamente con la BPVi per tutelare un bene comune, la cui disponibilità sarebbe comunque utile a un bilancio che soffre soprattutto, e non certo per insensibilità dell'amministrazione, nel settore del sociale. Se l'amministrazione si è attivata vorremmo sapere in che modo come pure vorremmo sapere i passi in essere o futuri dell'assessore al sociale, Isabella Sala.

4 - Chiediamo, infine, nel caso ciò non fosse ancora avvenuto, se l'amministrazione intenda costituirsi parte civile o associarsi nel modo consentito dalla legge ad eventuali azioni legali nel confronti della banca per la precedente gestione e ciò non solo pr tutelare una patrocino economico del Comune ma, soprattutto, per testimoniare la vicinanza reale al dramma vissuto dai cittadini.

Ringraziando fin d'ora per le risposte a queste domande e per eventuali dichiarazioni aggiuntive rimaniamo in attesa delle stesse e porgiamo distinti saluti...

Dopo alcuni solleciti ci arrivata a singhiozzi la risposta completa solo al punto 1 in parte anticipataci  e resa pubblica in passato e che vi proponiamo nella sua completezza:

"Per quanto riguarda le quote del Comune, il primo acquisto di 10 quote della Banca Popolare di Vicenza è stato approvato dal consiglio comunale del 21 novembre 1868. Altri acquisti di azioni gratuite e a pagamento avvennero con deliberazioni di giunta nel 1925, nel 1962, nel 1966, nel 1974, nel 1976, nel 1979, nel 1981, nel 1984, nel 1989, nel 1994 e nel 2005. Al momento attuale il Comune di Vicenza possiede 2.256 azioni della Banca Popolare di Vicenza".

Questa la prima risposta dell'8 settembre a cui, su nostra insistenza, il 10 febbraio si è aggiunta quest'altra informazione: "Le 2.256 azioni sono in carico a 10,55755319 euro ad azione, pari al costo medio di acquisto", quindi a un totale di 23.817 euro e poco più, che andranno svalutate a 225,60 euro visto che le date di acquisto delle azioni non rientrano nel range temporale di "ristoro" a 9 euro l'una.

Ma il fatto più grave e che dimostra, se pure ve ne fosse ancora necessità, l'indifferenza di Achille Variati e della sua giunta a una qualunque forma di "solidarietà" verso le decine di milgliaia di concittadini che meriterebbero almeno il fatto concreto di avere il Comue a fianco delle loro lotte è che nessuna rispsota, pur se ancora sollecitata ieri, è arrivata alle altre tre domande.

È questo il sindaco e sono questi gli assessori che i vicentini meritano?

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