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Se salta il "piano Colla" con Etra e Ava, Aim può finire preda di Hera o Agsm. Sarebbe un flop di sistema dopo il crash BPVi e la beffa di Verona a Matteo Marzotto per Fiera Vicenza

Di Gianfri Bogart Sabato 14 Maggio 2016 alle 00:46 | 0 commenti

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"Il presidente del gruppo veronese continua a tenere aperto il filo con Vicenza, nonostante i tempi lunghi e le trattative aperte anche con Dolomiti e con Mantova, ma il gruppo emiliano, che è nettamente più grande, potrebbe arrivare prima": questo è il sommario di un articolo su VeneziePost a firma di Matteo Ruffolo che dà conto, delle difficoltà in cui si trova la multiutility vicentina nel ritagliarsi un futuro autonomo e che non sia quello di diventare una costola altrui, un ennesimo downgrading di Vicenza dopo la "scomparsa" della vecchia Popolare vicentina e il futuro assorbimento di Fiera di Vicenza nella ben più grande Fiera di Rimini, a seguito dello stop beffardo di Verona appreso da Matteo Marzotto solo dalla stampa...

Paolo Colla e il management avrebbero voluto un'aggregazione tutta vicentina, con le altre utilities della provincia, come Etra e Ava, per crescere come è d'obbligo ma senza essere fagocitata, ma la storia sembra imboccare un'altra via... che sa tanto di flop finale del "sistema Vicenza".

 

Aim contesa fra Hera e Agsm. Ascopiave brinda ai conti

di Matteo Ruffolo, da VeneziePost

Continua il fermento nel mondo delle multiutility venete, che resta frammentato ma che nei prossimi mesi e nei prossimi anni dovrà, che lo voglia o meno, andare verso un consolidamento. Un passaggio in cui c'è chi sarà preda e chi invece vorrebbe essere predatore. E che potrebbe vedere espandersi anche la presenza di chi, arrivato da fuori, dalla vicina Emilia Romagna, punta ad espandere la sua presenza nel Nordest dopo aver già piantato bandierine a Padova, Udine e Trieste, ovvero Hera.

Chi di sicuro non vuole restare alla finestra e gioca su più tavoli è Agsm: la multiutility veronese, spiega il presidente Fabio Venturi, sta parlando con la trentina Dolomiti, non ha chiuso con Aim e va avanti anche con Mantova. Con i due assi che puntano fuori dal Veneto, tuttavia, che sono più avanti di quello che lega Verona e Vicenza. Con Dolomiti, in particolare, l'analisi sui numeri è più avanti, ma in questo caso l'ostacolo è dato dalla volontà dei trentini di sposare solo il lato energia e non anche quello rifiuti; servirebbe prima quindi una 'divisione' di Agsm, che pure Venturi per ora non vuole confermare, fermo restando che Verona qualcosa vorrebbe fare entro la fine dell'estate. Ma che potrebbe riaprire anche a un interesse di Ascopiave.

Proprio il gruppo trevigiano, infatti, per le sue operazioni di crescita, ha sempre detto di voler rimanere nel settore di cui già si occupa. Ovvio che uno spinoff desterebbe l'interesse, visto che negli anni scorsi c'era già stato un tentativo in questo senso. "Sui rami settoriali siamo sempre stati aperti a tutti - spiegano il presidente Fulvio Zugno e il dg Roberto Zumirato dopo l'approvazione dei dati del primo trimestre - A noi interesserebbe restare nella nostra Regione, eventualmente c'è la Lombardia", hanno poi aggiunto indicando le aree geografiche a cui guardano con più interesse, ma ricordando, al tempo stesso, che la società ha avuto anche altre esperienze, geograficamente più distanti, come quella a Foggia. Per quanto riguarda i numeri, si vedono i ricavi in sensibile calo da 219,5 milioni a 182,5 milioni, con una riduzione di quasi 40 milioni delle vendite di gas naturale, dovuta alla concomitante flessione di prezzi e volumi; al tempo stesso, tuttavia, l'azienda, grazie anche alla strategia messa in atto, ha visto crescere i margini, con il mol salito da 34,3 a 36 milioni e gli utili, passati da 22,8 a 24,1 milioni. Nei primi tre mesi dell'anno, ha sottolineato Zugno, il gruppo "ha raggiunto ottimi risultati economico finanziari, in continuo miglioramento rispetto ai traguardi raggiunti nello stesso periodo dell'anno scorso. La strategia aziendale che stiamo attuando, disegnata con oculatezza dal Consiglio di Amministrazione e dal management, che ci contraddistingue con soddisfazione nel mondo delle utilities, continua a portare i suoi frutti". "Abbiamo registrato indicatori economici e finanziari positivi in tutti i segmenti di business, e la posizione finanziaria netta è in ulteriore e progressivo miglioramento. In particolare, in un settore regolato come il nostro, che costantemente esige lo sviluppo di competenze per gli allineamenti normativi, in un contesto di recenti condizioni climatiche sfavorevoli al consumo, l'efficacia della strategia aziendale implementata ha determinato nel trimestre una marginalità positiva sia nel settore della distribuzione del gas naturale che nel settore della vendita del gas e dell'energia elettrica, nonchè una riduzione dei costi operativi, raggiunta grazie ad una attenta politica di razionalizzazione dei costi e di innovazione dei processi aziendali", ha aggiunto Gumirato. Altro tema che Ascopiave guarda con attenzione è quello delle gare d'ambito, "per cui sono pronti e che sono l'alternativa naturale alle aggregazioni" per la crescita della società.

Aim, invece, è una delle più piccole multiutility del Veneto, considerato che serve soltanto Vicenza. Al tempo stesso, però, si trova ad essere contesa. L'amministratore della società, Paolo Colla, dovrà presentare entro giugno delle opzioni al Consiglio comunale e se la pista con Verona sembra essere ancora aperta, al tempo stesso richiede più tempo per svilupparsi. Più tempo di quello che servirebbe, ad esempio, a un gigante come Hera, i cui vertici, in settimana, hanno spiegato agli analisti di avere diversi obiettivi. Di cui almeno due sarebbero nel Nordest, dove è già presente con la controllata AcegasApsAmga. Nonostante quanto sostengono alcuni, la decisione avrebbe un input 'politico' limitato. "Se la strategia fosse quella, non ci sarebbero stati i colloqui con Verona", fa notare un esponente del Pd vicentino. Eppure quella con Hera è la strada più probabile. Sia del matrimonio con Agsm che di quello, che piaceva particolarmente a Colla, di un primo momento di aggregazione vicentina, con le altre utilities della provincia, come Etra e Ava.


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