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Coldiretti: arriva l’ok ad Asiago e Gorgonzola made in Canada

Di Note ufficiali Mercoledi 15 Febbraio alle 15:26 | 0 commenti

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"È giunta l'ora che si smetta di sfruttare l'italian sounding per propinare all'estero prodotti che di italiano, spesso, non hanno neppure il nome, ma una storpiatura dello stesso. Veniamo copiati nei colori e nei nomi, ma fino ad oggi l'autenticità del sapore dei nostri prodotti rimane di nostra esclusiva". Con queste parole il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola ed il direttore Roberto Palù commentano la notizia secondo cui i produttori canadesi potranno continuare ad utilizzare il termine Parmesan, ma anche produrre e vendere, come già fanno, Asiago, Gorgonzola e Fontina, con l'aggiunta dell'indicazione Made in Canada. Finalmente, inoltre, entrerà nel mercato canadese il prosciutto di Parma Dop, fino ad ora precluso, in coesistenza però con quello dell'azienda privata che ne ha registrato il marchio.

È quanto emerge da un'analisi di Coldiretti sugli effetti dell'approvazione da parte dell'Europarlamento del Ceta (Comprehensive economic and trade agreementr) con il Canada sulle produzioni alimentari ad indicazione geografica made in Italy. Nel dettaglio riceveranno protezione nel Paese dell'acero un elenco con 171 prodotti ad indicazione geografica dell'Unione Europea, tra cui figurano 41 nomi italiani rispetto alle 289 denominazioni made in Italy registrate. Tale accordo prevede ad esempio che il Prosciutto di Parma, il Prosciutto San Daniele, il Prosciutto Toscano ed il Prosciutto di Modena potranno entrare nel mercato canadese con il loro nome, ma dovranno coesistere con i marchi canadesi registrati. In altre parole nel mercato del paese nordamericano ci saranno i prosciutti di Parma e San Daniele made in Canada insieme a quelli italiani, mentre fino ad ora il prosciutto di Parma italiano poteva essere esportato solo con il nome di "Prosciutto originale". Asiago, Gorgonzola e Fontina sono considerati generici dall'accordo ed i canadesi potranno continuare a produrli e venderli con tale denominazione, che sarà accompagnata dall'indicazione obbligatoria dell'origine in etichetta (esempio Asiago made in Canada), senza possibili evocazioni (quali bandiere o immagini di posti notoriamente riconosciuti). Nel caso di eventuali nuovi prodotti canadesi di imitazione, questi dovranno essere accompagnati dalle espressioni "tipo; stile o imitazione" (esempio "stile squacquerone di Romagna). "Non c'è dubbio che per le indicazioni geografiche - proseguono Cerantola e Palù - sia di fatto mantenuta e ratificata una situazione di ambiguità, che rende difficile ai consumatori distinguere il prodotto originale, ottenuto nel rispetto di un preciso disciplinare di produzione dall'imitazione di bassa qualità". È anche vero, tuttavia, che l'accordo interviene su una situazione fortemente compromessa, in cui almeno il 90% dei formaggi italiani consumati in Canada sono di produzione locale, dal pecorino friulano al Romano cheese, dal Romanello al Crotonese, dalla Fontina alla scamorza fino al Parmesan. La situazione è anche peggiore per i salumi ed in questo senso la storia del prosciutto di Parma Dop, è esemplare. La denominazione da diversi decenni è stata usurpata dalla società Maple Leaf Foods, la più grande industria alimentare canadese, che ha registrato il marchio "Parma" e quindi può regolarmente commercializzarlo. "La conseguenza - conclude Coldiretti - è che il vero prosciutto di Parma Dop non può essere al momento venduto in Canada, ma per essere presente in quell'importante mercato, il prodotto italiano viene commercializzato con il nome "Prosciutto originale" e sugli scaffali dei negozi si trova accanto al "Parma" canadese, senza poter portare il suo vero nome".

EFFETTI ACCORDO CETA SU DENOMINAZIONI ITALIANE IN SINTESI
1) Il Canada continuera' a produrre e vendere sul proprio mercato Parmesan
2) Il Canada continuerà a produrre e vendere Gorgonzola, Asiago, Fontina ma dovrà aggiungere l'indicazione Made in Canada
3) Il Canada potrà iniziare a produrre e vendere prodotti non presenti prima com e ad esempio lo "squacquerone di Romagna" ma dovrà aggiungere il termine style o imitazione
4) Potrà entrare sul mercato canadese il prosciutto di Parma Dop (fino ad ora precluso) in coesistenza pero' con il Prosciutto di Parma canadese.


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Commenti degli utenti

Giovedi 14 Dicembre alle 20:41 da Barbara77
In Gianni Zonin fa così tanta scena muta in commissione d'inchiesta sulle banche che Casini prova a fare il suo ventriloquo

Giovedi 14 Dicembre alle 14:25 da Lucia
In La lettera di una socia di Veneto Banca per accelerare il "ristoro" ai risparmiatori truffati dalle banche venete
Leggendo la lettera di Flavia mi è venuto tornato alla mente l'articolo 47 della Costituzione, nel passaggio dove recita:

"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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