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Commissione d'inchiesta sulle banche senza vicentini, Roberto Callegari presidente di Apindustria Ovest Vicentino: «una presa in giro del territorio»

Di Note ufficiali Martedi 10 Ottobre alle 12:52 | 0 commenti

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Una nuova presa in giro per il Vicentino: così Roberto Callegari, Presidente di Apindustria Ovest Vicentino, definisce nella nota che pubblichiamo, la composizione della nuova commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario. Nata per fare luce sugli scandali che hanno coinvolto anche il mondo delle banche popolari venete, e convocata in prima seduta a fine settembre con la nomina del Presidente Pier Ferdinando Casini, la commissione bicamerale annovera al suo interno otto componenti veneti sui quaranta totali, ma non è rappresentata da alcun deputato o senatore proveniente dalla provincia di Vicenza.

«La nostra associazione di categoria - afferma Callegari - ha sempre chiesto alla magistratura e alle istituzioni un impegno concreto per fare chiarezza sulle vicende che hanno coinvolto in particolare il nostro territorio con Banca Popolare di Vicenza. Ora, dopo aver aspettato diversi mesi e quasi in scadenza di legislatura, ci ritroviamo con una commissione parlamentare che nelle premesse rappresenta un buco nell'acqua. Ammesso sempre che i parlamentari nominati dai partiti rappresentino i loro territori di provenienza, dobbiamo prendere atto dell'assenza di una voce del Vicentino, che abbia vissuto da vicino e toccato con mano il dramma che si è consumato nella nostra provincia, e che nei lavori di indagine possa portare le istanze di tutte le persone che sono state private dei loro risparmi e delle imprese che, acquistando azioni diventate poi carta straccia per ottenere l'accesso al credito, hanno accumulato gravissime perdite».
I rappresentanti veneti della commissione sulle banche sono i veneziani Zanetti, Girotto, Brunetta e Zoggia; i veronesi Tosato e Dal Moro; la bellunese Bellot e la trevigiana De Pin. «È una vergogna che nessuna forza politica ha pensato di proporre il nome di un vicentino - tuona il rappresentante delle imprese manifatturiere - specialmente dopo i numerosi appelli arrivati dal territorio e dalla nostra associazione per un coinvolgimento negli approfondimenti necessari a fare emergere le responsabilità di chi ci ha trascinato in questa situazione. Dopo il grave danno, adesso è arrivata anche la beffa.
L'ennesimo ascolto negato a un territorio, secondo Roberto Callegari, rappresenta una buona ragione per appoggiare il referendum sull'autonomia del 22 ottobre: «Situazioni come questa ci fanno sentire sempre più lontani da Roma e ai margini di un'Italia dominata da un sistema centralista che non rappresenta le istanze dei nostri cittadini. Per questo - conclude - mi unisco all'appello lanciato nei giorni scorsi dal Presidente Lorenzin per dare un segnale forte in occasione della consultazione referendaria, e avviare le trattative per conquistare finalmente un'autonomia che ci avvicinerebbe alle istituzioni di riferimento, con la garanzia di maggiori risorse da investire per le nostre istanze un più ampio coinvolgimento nelle decisioni che riguardano la vita del nostro territorio».


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Commenti degli utenti

Giovedi 14 Dicembre alle 20:41 da Barbara77
In Gianni Zonin fa così tanta scena muta in commissione d'inchiesta sulle banche che Casini prova a fare il suo ventriloquo

Giovedi 14 Dicembre alle 14:25 da Lucia
In La lettera di una socia di Veneto Banca per accelerare il "ristoro" ai risparmiatori truffati dalle banche venete
Leggendo la lettera di Flavia mi è venuto tornato alla mente l'articolo 47 della Costituzione, nel passaggio dove recita:

"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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