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Dopo la sottoscrizione flop di BPVi un appello a Francesco Iorio. E un bacio ai disinteressati promoter "paolini" sul GdV: Scaroni e Rossi

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) Sabato 30 Aprile 2016 alle 00:24 | 0 commenti

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Egregio Dr Iorio, è in corso l'aumento di capitale sociale, essenziale per il proseguimento di quel che resta della attività della (fu)Banca Popolare di Vicenza. Al di là della evidente inadeguatezza delle sue azioni, infinitamente inferiori alle dichiarazioni, tenuto conto del mostruoso flop della raccolta, le pongo due domande, più una finale su lei stesso immaginandola sulla via del ritorno a casa sulla sua auto di rappresentanza o sulla BMW 730 aziendale parcheggiata fino a poco fa davanti al suo regno in disfacimento. Temiamo che non risponderà a queste tre domande, come non ha risposto alle nostre precedenti dieci.

Così come non rispondeva alle domande, che per lungo tempo gli abbiamo posto sul precipizio che incombeva di fronte alla decisioni sue e dei suoi fedeli, chi l'ha formalmente assunta (si usa questo termine anche per stipendiati come lei?) in Banca Popolare di Vicenza: il suo presidente in pensione coatta, Gianni Zonin, oggi tutto dedito a citare in tribunale i giornalisti indipendenti come noi impegnando, invano diciamo noi, altri soldi della Fondazione Roi, .

Se quelle domande nate, in perfetta e tragica solitudine locale, su VicenzaPiu.com fin dall'agosto 2010 non avessero avuto come riscontro solo le fanta-dichiarazioni al grido di "tutto va bene, madama la marchesa" al giornale che Zonin di fatto controllava tramite Giuseppe Zigliotto, membro del suo Cda dal 2003 e reggente di Confindustria Vicenza prima di passare ora la mano al suo fido Luciano Vescovi, oggi forse racconteremmo una storia diversa, anche se quanto non lo sappiamo.

Si sarebbero, però e di certo, ridotti i rischi di azzerare i propri risparmi per decine di migliaia di soci, almeno di quelli che le azioni le hanno acquistate per ultimi a crack di fatto in corso. E se a quelle domande se ne fossero aggiunte di più serie da parte di Bankitalia si sarebbe cercato, non diciamo trovato, un percorso diverso da quello, oggi comunque definitivamente mortale, per la Banca che i vicentini pensavano di avere e ora non hanno più.
Ecco le domande, due tecniche più una anche personale, che facciamo a chi, l'ad Francesco Iorio, si è presentato a Vicenza come un salvatore, eroico, sì, visti i problemi che c'erano, e ci sono ancora, in Via Btg. Framarin, ma salvatore...
Prima domanda
Non Le sembrano troppi 15,5 milioni, più del valore stesso della banca, per la consulenza e le spese (quelle note) di pubblicità e di viaggio relative all'aumento di capitale? a noi sembrano una enormità. Se magari ci potesse anche dare un dettaglio capiremmo meglio .
Seconda domanda
Le commissioni di collocamento ammontano a 60 milioni (pagina 79 del prospetto ). Ora che Unicredit ha passato la palla al Fondo Atlante, salvagente necessario urgentemente creato dal governo, mancando quindi un collocamento vero e proprio, a chi andranno queste commissioni? E con quale giustificazione? Per le poche azioni che sono state sottoscritte da qualche altro socio amante del rischio?
Ecco, infine, la terza domanda, personale ma obbligatoria stasera dopo che il collocamento prima dell'intervento di Atlante, il fondo "imposto" dal Governo e necessario a non far esplodere tutto il sistema bancario per una sorta di reazionee a catena, non ha superato il 10% del totale mettendo a rischio, salvo l'ennesima e preannunciata deroga alla regola del 25% minimo di flottante, anche la possibilità della quotazione in Borsa e quindi della liquidità delle azioni prenotate dai temerari sottoscrittori.
Allora, dr. Iorio,  almeno ora che non ha raggiunto i suoi obiettivi, più e più volte dichiarati, non le pare un tantino esagerato quello che Zonin ha voluto darle, a spese della banca?

Che anche in questo caso appaia evidente l'applicazione del metodo Zonin (con i soldi altrui si può fare molto) lo dimostrano i dati che risultano dal prospetto per la quotazione: retribuzione 1,5 milioni all'anno; buona uscita pari a 12 mensilità e una buona entrata di 1,8 milioni. Soprattutto quella buona entrata, che tra l'altro ha caratterizzato anche i suoi dieci amici, è una stranezza, o meglio appare un regalo.

Ma, visti anche i risultati della sua gestione (ha contributo non a salvare la BPVi ma a far perdere ulteriormente fiducia nella banca, che vive di fiducia, con la conseguente fuga dei depositi e la impossibilità di collocamento delle azioni ai vecchi soci), visto l'esito dei suoi road show a Londra, New York, Boston e Milano, visto che l'aumento di capitale lo fa il fondo Atlante, che di certo non ha costituito né convinto lei, visto tutto questo non pensa che potrebbe essere apprezzato un beau geste non certo dal cinico e spregiudicato mondo finanziario di cui fa parte, ma della povera genia dei soci beffati e lasciati senza speranze?

Un bel gesto, però, che non si limiti ad aver seguito i consigli disinteressati a comprare raccolti sul solito GdV da parte di Paolo Rossi e Paolo Scaroni e ad aver investito i 300.000 euro che ha affermato di aver acquistato di azioni della BPVi in via di diventare uno spezzatino nella mani del fondo di Quaestio Sgr.
Le ricordiamo, per non farla piangere troppo sul nostro invito, che lei, attuale dg e ad di BPVI, nei primi 5 mesi del 2015 ha percepito complessivamente 313,850 euro, corrispondenti a 753.240 euro annui, da UBI Banca come risulta dalla relazione sulle remunerazioni della banca che si è privata dei suoi servigi.

A Vicenza lei, dr. Iorio, quindi, ha fatto indubbiamente un bel salto (beau saut): compenso annuo pari a 1,5 milioni, il doppio che all'UBI, e buona entrata inspiegabile di 1,8 milioni. Che poi la buona entrata l'abbia trattata direttamente con l'ex Presidente Zonin risulta ancor più inspiegabile, anche se normalmente tutto ha una spiegazione.
Ci sorprenda allora Iorio con un bel gesto che la doti finalmente di un'altezza, a misura del suo emolumento...


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