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II fascicolo con i nomi eccellenti tra pistole e biliardi a villa Zonin, La Verità: la GdF e la cartellina azzurra nello studio dell'ex presidente

Di Rassegna Stampa Sabato 30 Settembre alle 10:20 | 0 commenti

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Sarà l'età, sarà l'emozione, ma a volte anche ai grandi capitani d'azienda capita di dimenticare in giro qualche cartellina dal contenuto delicato e di non ricordare neppure di averla. Alle 7 di mattina del 22 settembre 2015, la Procura di Vicenza manda la guardia di finanza a perquisire case e uffici di Giovanni Zonin, per 19 anni padre padrone della banca che ha fatto crac. Cercano prove delle «baciate» e della consapevolezza, o meno, che i titoli della BPVi fossero clamorosamente sopravvalutati per colpa del cda della banca stessa.

I militari iniziano dalla villa di Montebello Vicentino, dove trovano Silvana Zuffellato, consorte dell'imprenditore vinicolo, che apre la porta piuttosto sorpresa. Giovanni Zonin viene richiamato dall'ufficio e viene avvertito l'avvocato di fiducia, Enrico Maria Ambrosettti. Nel giro di un'ora, appena arrivano tutti, la perquisizione può cominciare. Prima però viene consegnato all'indagato il decreto del gip e viene fatta la domanda di rito: «Ha qualcosa qui in casa che riguarda l'inchiesta?». Zonin, come si legge nel verbale, risponde sicuro: «Non detengo documentazione relativa al provvedimento che mi avete appena notificato».

A quel punto inizia la perlustrazione della casa «con la continua assistenza della signora Zuffellato Silvana». La casa non è piccina.

Al piano terra ci sono due cucine, due sale da pranzo, un salotto, ingresso, sala da biliardo, la stireria e lo studio della signora Zonin. «Le operazioni hanno esito negativo», scrivono i finanzieri. Al primo piano ci sono: tre camere da letto per gli ospiti, con bagno e guardaroba inclusi, un salone, uno studio in uso a Gianni Zonin, un corridoio, un ripostiglio, una camera da letto padronale con bagno e cabina armadio in uso ai coniugi. Nelle parti esterne, ovvero parco, autorimessa e altre pertinenze, comprese le due macchine del padrone di casa (una Bmw 750 e un'Audi A4) non c'è nulla di interessante.

Ma è nel suo studio al primo piano che Zonin ha dimenticato qualcosa. Si tratta di «un fascicolo di colore azzurro intestato alla Banca Popolare di Vicenza e riportante la dicitura a penna "Riservato", contenente 2 prospetti relativi ai nominativi dei maggiori clienti/azionisti della Bpvi, con l'indicazione, tra le altre, del numero di azioni sottoscritte al 31.01.2015, per un totale di fogli 11». E proprio la fantomatica lista dei clienti più facoltosi della Popolare, con tanto di quote della banca stessa e, probabilmente, ammontare di relativi affidamenti. Non c'è dubbio che, dovendo scegliere che cosa portarsi a casa, Zonin ha scelto proprio bene. Tutti quei personaggi, all'epoca della perquisizione, non avevano certo piacere a uscire allo scoperto.

Oltre a due cassaforti (una per uno), i coniugi Zonin detengono due pistole, una a Montebello e una nella casa di Vicenza. Si tratta di una Smith & Wesson 38 Airweigh e di un revolver Ruger calibro 357 (con 24 cartucce), detenute con regolare porto d'armi dal quasi ottantenne ex banchiere e denunciate ai carabinieri il 17 aprile 2015, una volta scoppiato lo scandalo. Armato come Clint Eastwood, dormirà più sereno.

di Francesco Bonazzi, da La Verità


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Commenti degli utenti

Giovedi 14 Dicembre alle 20:41 da Barbara77
In Gianni Zonin fa così tanta scena muta in commissione d'inchiesta sulle banche che Casini prova a fare il suo ventriloquo

Giovedi 14 Dicembre alle 14:25 da Lucia
In La lettera di una socia di Veneto Banca per accelerare il "ristoro" ai risparmiatori truffati dalle banche venete
Leggendo la lettera di Flavia mi è venuto tornato alla mente l'articolo 47 della Costituzione, nel passaggio dove recita:

"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

Lunedi 11 Dicembre alle 17:13 da Kaiser
In Migrazione dei clienti ex BPVi e Veneto Banca in Intesa Sanpaolo procede regolarmente per 1,5 milioni di conti correnti. Completata la chiusura di 118 filiali

Mercoledi 22 Novembre alle 11:49 da ANNUSCA
In Fondo per soci vittime di BPVi e Veneto Banca, il testo dell'emendamento proposto da Giorgio Santini con Laura Puppato ed altri e il commento positivo della senatrice trevigiana
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