Quotidiano | Categorie: Politica, Lavoro, Economia&Aziende

Lavoro, il video del dibattito a Fornaci Rosse. Giorgio Cremaschi, Giorgio Langella e Mattia Gangi: “i lavoratori abituati dai sindacati ad arrendersi in un regime di ballocrazia”

Di Edoardo Andrein Mercoledi 5 Settembre 2018 alle 13:50 | 0 commenti

 

È stato un dibattito coinvolgente quello organizzato la sera del 4 settembre alle Fornaci Rosse sul tema lavoro ed economia: un confronto di idee tra Giorgio Cremaschi (Potere al Popolo, ex Fiom ora Usb), Giorgio Langella (PCI) e Mattia Di Gangi (Risorgimento socialista) mentre il Direttore di VicenzaPiù Giovanni Coviello ha moderato i relatori. Ad attirare soprattutto la curiosità del pubblico che ha riempito fino all'esterno l'area Faccio del parco è stato il sempre deciso e combattivo Cremaschi, ex sindacalista Fiom Cgil, oggi esponente di Potere al Popolo!, arrivato per l'occasione a Vicenza da Brescia, dove risiede. 

Ne ha lanciati tanti di messaggi, stimolato anche dalle "provocazioni" di Coviello, per il pubblico che ha applaudito più e più volte con convinzione:

“Come siamo arrivati a questi livello di sfruttamento del lavoro? I più brutali attacchi al mondo del lavoro sono stati fatti dai governi di centrosinistra, dobbiamo buttare a mare tutta l'esperienza della sinistra degli ultimi venticinque anni”.

“Oggi – continua - siamo convinti da Salvini che saremmo invasi dai migranti, che, invece, sono molto meno degli italiani che emigrano all'estero, per povertà, dal sud soprattutto, o per il lavoro qualificato: università e ricerca pubblica sono uno strumento forte e strategico per il futuro. Il problema è che il capitalismo italiano ha costruito la sua fortuna con le privatizzazioni, ha "investito" nella politica e siamo stati imbevuti della ideologia della guerra tra poveri, ci hanno abituati a ragionare da servi”.

E qui entra in campo anche la questione sindacati:

“La Cgil ha educato i lavoratori ad arrendersi, mentre la Lega è una forza liberista che frega gli operai: viviamo in un regime di balle, la "ballocrazia". Il controllo pubblico sull'economia è il vero cambiamento”, conclude Cremaschi.

Spazi di interesse se li sono conquistati anche gli interventi degli altri due relatori, tra cui Giorgio Langella, segretario veneto del Partito Comunista Italiano:

“Ci sono parole in Italia che hanno perso significato, una chiara è la coscienza di classe: non si può morire di lavoro in Italia, ma la sicurezza costa troppo per i padroni. Non si parla ad esempio – spiega – dell'utilizzo delle nuove tecnologie: si potrebbe lavorare meno, meglio e in sicurezza tutti quanti grazie alla ricerca tecnologica. Finora invece i sindacati hanno pensato al contenimento del danno mentre per la qualità della vita, ma, indirettamente, per una migliore economia mi piacerebbe parlare non solo di diritto al lavoro ma anche di diritto all'ozio. Che produce tempo per sé, ma nche, pensateci, per spendere... e far produrre”.

Infine la parola è passata più volte alla testimonianza di un ricercatore universitario, da 1100 euro mensili secondo la borsa di studio stanziata dal Ministero negli ultimi anni, Mattia Di Gangi: “il nostro è un avviamento alla ricerca scientifica, ma il problema è che le aziende private italiane sono carenti, non investono in questo campo o perché straniere o perché pensano a fare soldi in altro modo...”.

Sinterizzare è poco produttivo, però, per cui vi consigliamo di vedre il video integrale che qui proponiamo. 


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