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Oggi Cda della BPVi di Gianni Mion: oltre ai nuovi "rossi" si aspettano risposte a vecchie domande tra cui questa: non sono troppi gli oltre 500.000 euro dati all'organizzazione esterna di comunicazione?

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) Lunedi 5 Settembre 2016 alle 11:31 | 0 commenti

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Oggi ci sarà un Cda della Banca Popolare di Vicenza, quella nuova presieduta da Gianni Mion con al suo fianco il vice e vicario Salvatore Bragantini e in un ruolo più "operativo" Francesco Iorio, arrivato in BPVi il 22 maggio 2015, regnante ancora Gianni Zonin, e confermato direttore generale e amministratore delegato, nonostante il suo piano di rilancio della banca avesse toppato tutti gli obiettivi, "in segno di continuità col passato più recente" come aveva risposto Mion alla specifica osservazione e domanda del collega dell'Ansa il 7 marzo 2016 all'atto della prima assemblea a guida Fondo Atlante. Quel giorno il nuovo proprietario aveva cambiato tutto il Cda precedente, meno appunto Iorio, e rispedito a casa Stefano Dolcetta, che aveva ricevuto il 23 novembre 2015 il testimone da Gianni Zonin dimissionario per obbligo, che frequentava da anni anche per le vicende della Fiamm e col quale non aveva parlato, ma anche sì... del nuovo incarico.

La banca presieduta da Gianni Zonin ha affidato, infine, a fine 2014 e in piena era Gianni Zonin a Image Building, società di consulenza di direzione in comunicazione fondata nel 1987 da Giuliana Paoletti, l'incarico di advisor in Italia per l'attività di comunicazione istituzionale e di prodotto.

Il 12 luglio abbiamo evidenziato come non rispondessero «a 5 domande, nè il nuovo Mion nè il vecio Zonin"... e evidenziavamo il timore che «le tre domande poste in particolare a Gianni Mion, che però potrebbe pronunciarsi, ed agire, anche sulle altre due, "baciate", a Zonin, non gli fossero pervenute dopo averle inviate, senza cenno alcuno di reazione,  "formalmente anche via mail ai poderosi operatori della comunicazione della nuova BPVi..."». Il 15 luglio, dopo un'altra paziente attesa, tornavamo alla carica con un'altra mail e titolavamo" «BPVi, Cda controllate, Fondazione Roi, Vicenza Calcio: silenzi (in)interrotti dei tre "uffici di comunicazione" che non comunicano in era Gianni Mion. In stile Gianni Zonin?».

Preoccupati da questi rumorosi, e costosi, silenzi, che contraddicono in nuce la dichiarata, per l'ennesima volta, trasparenza della banca, e in attesa che il Cda di oggi, oltre a rendere noti i nuovi dati di rosso (400 milioni almeno se saranno messe in conto subito le perdite legate all'abbandono della nave BPVi da parte di Cattolica e altrettanti almeno per gli abbattimenti di valore degli NPL, anche nel caso migliore di acquisto a prezzi di favore da parte di Atlante & c.), sciolga anche questi dubbi, ci chiediamo ancora una volta il perché di una triplice organizzazione di comunicazione che non comunica con costi così esorbitanti che... l'ufficio legale in nome dell'interpellato vice direttore generale Iacopo De Francisco non ce ne comunica gli importi appellandosi alla privacy.

Detto che, e qui capirete (ma già lo avevate intuito) il perché delle date pubblicate in premessa che denotano la presenza dello zampino di Gianni Zonin in gran parte delle nomine recenti della sua e ex banca (col suo flop pagato da 118.000 soci), a completare i tasselli di una struttura di comunicazione da Casa Bianca (o... nera, fate voi) c'è Giampiero Beltotto scelto sempre da Gianni Zonin e che nel suo ricco curriculum evidenzia le sua vicinanza a Luca Zaia e al nostro Zonin (dal 2013 fino all'attuale incarico in BPVi è stato Direttore della comunicazione e del marketing del Teatro La Fenice di Venezia, il teatro "amato" e sostenuto dal re del vino, nel 2010-2013 capoufficio stampa della giunta regionale del Veneto presieduta da Luca Zaia di cui nel  2008-2010 è stato portavoce e capoufficio stampa del Ministero delle politiche agricole e forestali) , ci piacerebbe tanto che, prima di tagliare dipendenti interni, Mion & c., con i sindacati, provino a capire se gli oltre 500.000 euro all'anno pagati, per fare cosa non si sa, a Image Building e Beltotto (dopo il Cda vi saremo precisi se necessario) possano tornare utili per non tagliare almeno 12 dipendenti da 40.000 euro lordi all'anno, tra cui quelli dell'ufficio comunicazione interno... 


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