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Pasquale Marino rescinde il contratto da nababbo con il Vicenza e incassa solo 300.000 euro di “buonuscita”. Gli stessi dello sponsor BPVi... che però lascia in piedi i fidi

Di Edoardo Andrein Domenica 5 Giugno 2016 alle 13:34 | 0 commenti

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Pasquale Marino ha concordato con il Vicenza Calcio la rescissione del contratto: l'allenatore siciliano, dopo la sorprendente stagione del primo campionato in biancorosso, era stato esonerato in questa  pochi mesi prima della fine del campionato. Marino dice addio al Vicenza definitivamente, ma soprattutto a un contratto da nababbo, che gli era stato concesso, dopo il suo iniziale abbandono del Vicenza, anche se alla firma milionaria, dopo l'addio alla chance Catania, non aveva più alternative. Lo racconta l'esperto di calciomercato Alfredo Pedullà sul suo sito, svelando anche alcuni retroscena curiosi.

1 milione e 250 mila lordi compreso lo staff, con benefit di 36 mila euro di ristorante per circa otto mesi in una rinomata trattoria vicentina. Poi un massaggiatore che arrivava appositamente da Marsala due volte la settimana; la villa come abitazione; un autista a disposizione e a spese della società che quasi sempre dopo ogni partita in casa aspettava Marino con i motori accesi, destinazione aeroporto in modo da prendere l’ultimo volo per la Sicilia.

Marino ora se ne va, dopo essersi accordato per circa trecentomila euro di “buonuscita” (parola che ricorre anche in BPVI per i vertici e i manager che l'hanno distrutta), forse poco prima della firma con la sua nuova squadra, il Frosinone, appena retrocesso in serie B dopo la storica promozione in A dello scorso anno.

Senza suggerire al mago della finanza biancorosssa Alfreo Pastorelli, specializzato, dice, nell'acquisto di debiti altrui e nel tagliare quelli propri, che magari bastava aspettare che Marino chiedesse lui la rescissione per andare altrove rinunciando in toto o per una parte maggiore alla buonuscita, la somma concordata, per lavorare altrove, trecentomila euro, è la stessa dell'accordo di sponsorizzazione per una annata con la Banca Popolare di Vicenza...

La fu banca di Gianni Zonin, ora "accortamente" gestita da Francesco Iorio, l'uomo della (non) quotazione in Borsa ed esperto anche lui in buonentrate oltre che in future buonuscite milionarie (da 11 Marino per intenderci, euro in più o in meno) ha fatto trapelare che, beh, in fondo 300.000 euro sono pochi per un club blasonato come il Lane e che non possono offendere chi con quella banca ci ha perso oltre sei miliardi di euro.

Ma, dr. Iorio, oltre ai 300.000 euro all'anno e per due anni quale affidamento ha lasciato in piedi col Vicenza Calcio?

Milioni di euro? Quanti? Non aggiunti al fondo per i soci danneggiati? E con quali garanzie reali a fronte di un bilancio che per altre aziende, di produzione e commercializzazione che danno lavoro a dipendenti a 1.000 euro al mese e non Spa calcistiche che sperperano ingaggi faraonici anche in serie B, non lascerebbe alternative all'unica strada che le regole bancarie le imporrebbero, il rientro rapido?

Grazie per la sicura risposta...


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