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Depositi consistenti nella BPVi di Gianni Zonin di altre Bcc cuneesi dopo Bene Banca commissariata da Bankitalia: al riguardo giace in parlamento un'interrogazione di M5S

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) Domenica 17 Settembre 2017 alle 00:53 | 0 commenti

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Sta avendo una certa eco (o eco certa, fate voi) la pubblicazione su VicenzaPiù, oltre che della sua ricostruzione a puntate (a breve la settima) delle vicende della Bene Banca Vagienna,  anche delle puntuali osservazioni del suo ex dg Silvano Trucco, estromesso col suo presidente dalla Bcc cuneese commissariata in "via precauzionale" da Banca d'Italia e pronta, subito dopo e con al vertice il commissario inviato da Bankitalia Giambattista Duso, amministratore delegato della Marzotto Sim, partecipata al 9.8% da... Banca Popolare di Vicenza, a "depositare" buona parte della sua cassa nella BPVi di Gianni Zonin così come avrebbero fatto (perchè? Su sollecitazione di chi?) altre Bcc cuneesi in base alle dichiarazioni riportate nell'articolo di Bonazzi su La Verità a cui Trucco ha fatto riferimento nelle suddette osservazioni.

Ebbene se meritano attente verifiche le bugie che verrebbero raccontate dal ponte di comando di varie banche (alcune rivelate da noi, altre, di più, da media nazionali, in primis Il Fatto Quotidianio) per  difendere sempre l'operato degli "emissari" di Ignazio Visco con cui magari i vertici, naturali o "commissariali", di quelle banche hanno un debito di riconoscenza per lo scranno ricevuto, ebbene vengano fatte le verifiche e vengano utilizzate da Palazzo Chigi e ministeri interessati per rispondere compiutamente ad una interrogazione parlamentare, presentata dopo la prima sul caso Bene Banca del 20 marzo 2015 solo parzialmente evasa, da Daniele Pesco come primo firmatario insieme ad altri 13 deputati del M5S sui milioni traghettati dalla Provincia di Cuneo (e da banche italiane) alla lontana Popolare di Vicenza.
Ecco il link alla citata interrogazione tuttora senza risposta e in cui, dopo premesse che da sole meritano la lettura del documento, i 14 parlamentari del Movimento 5 Stelle chiedono dall'8 febbraio 2016 

- se il Governo intenda assumere iniziative normative al fine di evitare che operazioni come  aprire un rapporto di conto corrente reciproco presso un istituto di credito sul quale vengano convogliate svariate decine di milioni di euro, o comprare milioni di euro nominali di obbligazioni di quello stesso istituto, o sottoscrivere un nuovo contratto con una nuova società d'intermediazione, possano avvenire con una semplice autorizzazione del commissario straordinario, che, come nel caso in questione (Giambattista Duso, ndr), può risultare egli stesso firmatario della  segnalazione a Banca d'Italia in merito a quella che agli interroganti appare una indebita esposizione oltre il 25 per cento del capitale prudenziale, e con interessi che lo coinvolgono  personalmente
- se risultino quali siano gli istituti di credito che tra il 2009 e il 2015 abbiano intrattenuto rapporti di finanziamento con una esposizione superiore al 25 per cento del capitale prudenziale di vigilanza a qualsiasi titolo, nei confronti della Banca Popolare di Vicenza e  Veneto Banca, con particolare attenzione verso gli istituti commissariati in questi anni;

Tralasciando per carità di patria commenti sull'ultima domanda ("se il Governo intenda intervenire con urgenza, e con quali iniziative, per rafforzare il sistema  di vigilanza, dato quanto previsto dall'articolo 47 della Costituzione italiana"), una cosa appare acclarata.

Dal combinato disposto dell'articolo de La Stampa del 20 marzo 2015 (in cui si scrive che il deposito raggiunse la somma di Euro 38 milioni) e della lettera del Dg Massaro al Comune di Bene Vagienna del 15 ottobre 2015 (in cui viene esplicitato un investimento obbligazionario di 10 mln di euro, con tanto di scadenze e tassi) appaiono oltremodo fondate a ben vedere, e fino a smentite ufficiali e documentate, le "voci" che circolavano con insistenza sulla piazza benese così da essere riprese, non senza, si immagina, prime verifiche, dall'interrogazione pentastellata e che narravano di una cinquantina di milioni 'puntati' sulla BPVi da un commissario (col)legato con la banca di Zonin.

In ordine sempre all'articolo de La Verità dell'8 settembre scorso, nessuna smentita è arrivata invece dalla Bam (Banca delle Alpi Marittime), relativamente agli oltre 200 milioni impiegati in terra veneta dalla Bcc limitrofa di Bene Banca (Bene Vagienna e Carrù, sede della Bam, distano una decina di chilometri l'una dall'altra).
D'altronde una smentita sarebbe incontrovertibile in quanto, come ci ha detto Silvano Trucco da noi interpellato per una verifica, "l'impiego è puntualmente riportato nella nota integrativa del bilancio della Bam, che esplicita operazioni di simile portata come prestito titoli alle Popolari venete, definite ancora a maggio 2016 come "primarie controparti bancarie", una citazione doverosa stante l'entità, prossima al 100% del patrimonio di vigilanza se considerate singolarmente, addirittura superiore se valutate insieme, una operazione di sommatoria non così balzana vista la comune sorte delle due banche venete...".
Il collega  Bonazzi de La Verità si è poi interrogato sullo "strano bisogno" di investire simili importi in Veneto, tra BPVi e Veneto Banca.

Ebbene in molti se lo chiedono e non solo a Cuneo, anche se una analoga e forse più doverosa  "curiosità" non la si riscontra nel governo e in Bankitalia vista l'assenza di risposte all'interrogazione di M5S.

E se lo chiedono o dovrebbero chiederselo così tanto anche perchè nelle stanze dei bottoni delle banche provinciali della zona (che sono addirittura 13, di cui 8 Bcc, 4 Casse di risparmio e 1 banca privata) circolava con insistenza la voce che dalla "provincia granda", a far data dal 2013, siano stati traghettati verso Vicenza diverse centinaia di milioni e proprio quando l'Istituto di Zonin era a caccia di soluzioni per evitare la bocciatura incombente e mai resa nota fino ad allora all'esterno se non pochi da temerari come noi...
Da Bene Vagienna i 48 mln sono stati ricostruiti, da Carrù 114 mln traspaiono tra le righe del bilancio ufficiale, ma dalle altre 11 banche di Cuneo quanto sarà partito in direzione di Vicenza?

Bankitalia lo sa o dirà, se qualcuno lo scoprirà prima con maggiore certezza di noi, che non lo sapeva perchè è stato fatto ostacolo alla sua Vigilanza su investimenti, importi e date?


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