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Mai così aggressivo Franco Conte di Codacons Veneto: se BPVi e Veneto Banca chiudono, a casa tutti e W... la legittima difesa!

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) Martedi 23 Maggio 2017 alle 22:35 | 0 commenti

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«Non c'è alibi che tenga. Se da Bruxelles domani i vertici delle due banche venete, la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, non tornano con il disco verde, senza ulteriori... "fasi di studio costruttivo e convergente" che ci hanno fatto perdere mesi preziosi, il fallimento sarà inevitabile e con i soldi pubblici anzicchè rilanciare le due banche assisteremo ai funerale più costoso di "seconda repubblica" al tramonto»: lo dice Franco Conte, presidente di Codacons Veneto nella nota che pubblichiamo e che con la sua inconsueta preoccupazione e aggressività è indice che forse, ma noi lo dicevamo, siamo alla penultima, se non ultima, spiaggia. Quel rischio default che in molti hanno fatto finta di non vedere ora appare sempre più vicino alla realtà.

E, se non fosse che le conseguenze per i vicentini e i veneti "normali", saranno gravissimi, verrebbe da dire che forse sarebbe meglio così.

Perchè si capirebbe finalmente che nulla hanno fatto per salvare le due banche, come oggi ha detto anche il sottosegretario Pierpaolo Baretta, veneto di Venezia, gli altri vicentini e gli altri veneti, quelli che per anni si sono avvantaggiati dei "servigi" delle banche del territorio, che così si chiamavano perchè prendevano da Vicenza e dal Veneto tutto quello che serviva al potere e agli interessi di pochi, che questo territorio hanno spolpato e distrutto finora impunemente.

Allora ci uniamo alla "minaccia del giudizio universale" di Conte che con le nostre denunce quasi abbiamo ispirato giorno dopo giorno proprio noi, apparentemente meno cristiani ma forse più realisti di lui, dopo aver provato sulla nostra pelle il dolore dei sogni infranti dalla spietata e cinica cupidigia di certi vicentini e certi veneti.

Ma ci auguriamo che, comunque vada, e speriamo vada meglio di come fanno pensare anche i terribili ultimi errori sui rimborsi tassabili, tengano bene a mente la lezione i vicentini e i veneti migliori, quelli, la maggior parte, che sono la spina dorsale di queste terre, su cui hanno lavorato per fare ricchi gli altri, molti meno ma molto più furbi, le cui sopraffazioni hanno sempre tollerato, se non colpevolmente giustificato, per il timore di non poter raccogliere le poche briciole che lasciavano cadere dalle loro tavole imbandite con i prodotti della loro speculazione.

Ogni giorno, ogni ora che la situazione resta incerta - ascoltate allora Franco Conte sul dramma che icombe sulle due ex Popoalri venete - ci fa precipitare nel baratro. Con le ragnatele nelle filiali, con la fuga dei clienti, senza la ricapitalizzazione non c'è proclama sindacale che salverà i posti di lavoro né principe degli avvocati che potrà far risarcire i risparmiatori traditi. Sulla stampa in questi giorni è iniziato il balletto delle responsabilità.

Se le banche chiudono e se i risparmiatori verranno travolti nel loro diritto ad essere risarciti non credo che la classe politica venete: dai parlamentari al Governatore Luca Zaia, potrà girare tranquillamente.

Il Codacons Veneto ha un grane senso delle istituzioni e della legalità, ma auspichiamo che venga presto approvata la legge sulle esimenti della legittima difesa... quella legge più che per spaventare qualche mariuolo, tornerà utilissima per difenderci da chi ha consentito sino a ieri di mettere agli gnomi della finanza del Montello e di Gambellara nelle tasche dei veneti e oggi, imbelle, lascia che vada perduta la possibilità di costruire la fiducia restituendo il maltolto, rimettendo in gioco le due banche.

Masaniello, quelli del forcone, gli esagitati dei centri sociali... sono dei boyscout rispetto ai veneti arrabbiati da tanta incapacità politica ed umana.

Abbiamo assunto sempre posizioni spesso impopolari, perché abbiamo distinto tra le colpe del passato e l'impegno del nuovo azionista.

Suggeriamo a chi diamo assistenza di restare nelle banche, di avere fiducia, ci siamo impegnati in un cammino che risolva in maniera conciliativa e non conflittuale il contenzioso, ma se domani tornano da Bruxelles a mani vuote... parte una "guerra senza tregua".

A Bruxelles, a Roma e a Palazzo Balbi temano l'ira dei miti perché è anche gradita a Dio.

Franco Conte Presidente Codacons Veneto


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