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Squadre di legali, consulenti e associazioni a tutela dei soci BPVi e Veneto Banca, Codacons Veneto: no alla rassegnazione!

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) Giovedi 29 Settembre 2016 alle 21:36 | 0 commenti

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Dal 13 agosto 2010 informiamo i nostri lettori su quello che sei anni dopo è ufficialmente diventato il disastro della vecchia Banca Popolare di Vicenza e che ora racconta con la nostra raccolta di articoli in 344 pagine "Vicenza. La città sbancata", il libro testimonianza che dopo la sua prima pubblicazione a fine giugno è arrivato alla seconda ristampa che è anch'essa in via di esaurimento. Da tempo, poi, raccontiamo la cronaca dei fatti dopo l'era di Gianni Zonin con al centro da un lato gli sviluppi della nuova gestione, ad oggi, diciamo, ben poco produttivi, e dall'altro un'inchiesta che a Roma per la situazione simile, e forse meno grave se non altro per entità complessiva e per gli intrecci con i vari poteri, Veneto Banca e il suo "uomo di riferimento" Vincenzo Consoli, è già approdata ai suoi arresti domiciliari, al sequestro di suoi beni per 45 milioni di euro e alla chiamata in causa di altri 14 esponenti dei vertici della banca di Montebelluna, sindaci inclusi.

Ma a Vicenza, salvo improvvisi e augurabili colpi di scena del team di Antonino Cappelleri, le indagini sembrano languire tra mille carte e con l'ex presidente della BPVi che si è liberato dei suoi beni rendendo sempre meno probabile una loro "confisca" se (e quando) saranno acclarate le sue responsabilità giudiziare (quelle morali le hanno già giudicate in decine di migliaia) .

Dall'eventualità di un rapido e chiaro pronunciamento sembra rifuggere anche il Cda scelto dal Fondo Atlante del presidente Gianni Mion, del suo vice Salvatore Bragantini e del sempre più discusso Ad Francesco Iorio, che si sarebbe "beccato" una reprimenda dal suo neo presidente e che esibisce i suoi privileggi con la sua seconda auto aziendale parcheggiata comodamente sulle strisce pedonali di fronte ai Carmini. I nuovi vertici vicentini sono nei fatti restii ad attivare una concreta azione di responsabilità nei confronti dei precedenti amministratori perchè se questa fosse dimostrata diventerebbero ineludibili i diritti ad ottenere adeguati rimborsi di decine di migliaia di azionisti traditi dalla loro ex Popolare.

Ma oltre che della "storia" e delle "cronache" (pure di Veneto Banca, che è, però, "meno vicentina" per il numero di soci coinvolti) ci stiamo occupando, anche attivando l'indirizzo mail [email protected] riservato ai soci che volessero una prima risposta ai loro problemi, della cosa ora più importante: indicare strade da percorrere con l'aiuto di studi legali come quello dell'ex magistrato di Cassazione Tonino De Silvestri e lo Studio Legale Rocca, di associazioni come "Noi che credevamo nella BPVi", "Azionisti associati Banca Popolare di Vicenza" e Codacons Veneto.

E proprio da quest'ultima associazione, che opera su mille fronti a livello nazionale, riceviamo ora alcuni "suggerimenti" che non esitiamo a pubblicare, vista anche la frequenza con cui interviene rispondendo alle domande inviate a [email protected] su questo mezzo il suo presidente, l'avv. Franco Conte, ma con una modifica: anteponiamo ai suggerimenti l'appello finale che, invece, consideriamo la necessaria premessa per tutti i soci della vecchia BPVi che hanno sottoscritto azioni pagandole fino a 62,50 euro e che ora sono rimasti suoi azionisti ma a 10 centesimi per azione. Non liquidizzabili.

Ecco la premessa e poi per punti i consigli di Codacons Veneto.

 

I direttori delle filiali, parte della stampa, alcuni opinion leader diffondono un senso di rassegnazione... non c'è molto da sperare.... possono essere anche in buona fede ma così di fatto collaborano con Consoli e Zonin ed i loro reggicoda. Al contrario siamo convinti delle buone ragioni dei risparmiatori (e non per un ottimismo di facciata, ma per l'esperienza e competenza maturata in precedenti situazioni) e siamo determinati perché i responsabili paghino, i complici siano smascherai e i veneti non ricaschino in queste trappole.

1) Indennizzi

Sono sempre imminenti i tavoli di conciliazione. La difficoltà sta nel trovare i presupposti perché si possa pervenire ad accordi accettabili.
I vertici delle due Popolari sanno che è prioritario recuperare la fiducia dei risparmiatori ma le risorse stanziate appaiono inadeguate.
Veneto Banca ha accantonato 132 milioni di euro mentre a marzo scorso erano già accumulate richieste per circa 180.milioni.
Analoga la situazione della Popolare di Vicenza che ha accantonato 230 milioni di euro al 30/05/2016 (136,4 milioni al 31 dicembre 2015), ma i reclami sono in numero quasi doppio.

Le due semestrali sono un po' differenti: Popolare di Vicenza ha accumulato perdite per altri 795 milioni, Veneto Banca solo 205 milioni. Il nodo resta a quanto ammontano le perdite sui crediti "difficili".

Attendiamo di vedere lo schema di accordo per aggiornarvi: se si va per tipologie di casi o caso per caso. Sarà anche necessario dare delle priorità ai casi di maggiore gravità sociale (stato di salute, indebitamento... età..)

In merito alle tipologie ricordiamo che:
A) tutti i risparmiatori ed anche i non risparmiatori, se sono state vittime di false comunicazioni sociali e di un'organizzazione a delinquere, possono avviare un'azione risarcitoria verso la Banca che risponde delle malefatte dei suoi funzionari (e a sua volta si rifà con l'azione di responsabilità sui patrimoni dei ladri). In questo contesto siamo ancora attenti per valutare piste di class action (sarebbe ora che in Italia trovasse applicazione in concreto)
B) a maggiore loro tutela i risparmiatori, persone indotte all'acquisto su garanzie rivelatesi ingannevoli ( il titolo non quotato è al riparo dalla speculazione, capitale garantito e sua liquidabilità in un tempo idoneo a far fronte alle esigenze personali e/o familiari, quota di società con fini mutualistici e non azioni di società a capitale di rischio...), godono degli effetti dell'art.47 della Costituzione per quanto è declinato nelle varie normative in materia.
Anche chi avesse dimestichezza dei mercati finanziari, se ha proceduto all'acquisto su questi presupposti, rientra nella tutela del risparmiatore.
C) Le varie tipologie (Aumenti di capitale del 2013 e 2014, obbligazioni convertibili, fido per acquisto azioni, obbligo di acquisto azioni per mutuo, fido azioni per far fronte ad emergenze in attesa di vendere le azioni, età, scolarità, firme rubate sulla fiducia, firme falsificate, concentrazione oltre il 30% del risparmio nel titolo, mancata comunicazione agli eredi della facoltà di recesso, scavalcamento nelle domande di vendita...) comportano ulteriori elementi per avere il risarcimento


2) Ricordiamo che il reclamo va fatto con l'obiettivo primario di interrompere i termini di prescrizione. Vi è quella decennale che riguarda gli acquisti precedenti cioè il 2006.
Per le azioni di vecchia data comunque vale quanto detto al precedente punto A)


3) Le azioni di responsabilità sono sempre lì lì per essere avviate, ma al di là della complessità, resta il problema per ATLANTE, che ha salvato le due banche, di non scoprire tutte le malefatte (perché poi il conto arriva a loro!). Il ruolo di Atlante è utile perché ha messo denaro fresco (necessario per evitare il fallimento) ma non mi aspetto certo un atteggiamento da San Vincenzo....

4) Piano penale. Qui i giudici, secondo consuetudine italica, per fare le cose al meglio... guarda caso passano mesi preziosi per la prescrizione dei crimini!
Stiamo studiando qualcosa al riguardo.

 

Alcune riflessioni per orientare e non perdere il punto di riferimento: risarcire il risparmio tradito!

5) Molti domandano cosa sarà delle azioni, se saliranno e quindi (grazie ai warrant) sarà possibile recuperare parte del capitale.
Questa domanda evidenzia un po' di confusione.
I risparmiatori contestano la validità del contratto di acquisto, ne chiediamo la nullità e quindi che le azioni salgano NON INTERESSA! PRETENDIAMO INDIETRO I SOLDI CHE ABBIAMO DATO PER L'ACQUISTO O CHE AVREMMO DOVUTO AVERE A SEGUITO DELLA DOMANDA DI VENDITA, con gli interessi e con ristoro dei danni che abbiamo subito (dall'insonnia alla mancata conclusione dell'acquisto di una casa per il figlio....).
Naturalmente se le azioni salgono se ne avvantaggia la banca perchè noi restituiamo i "pezzi di carta".

 

6) C'è una corrente di pensiero che osteggia la cessione del portafoglio dei crediti incagliati perché impoverirebbe la banca e mette a rischio il diritto alla casa di molti che hanno smesso di pagare il mutuo. Qui c'è da chiarire: l'operazione è nella valutazione di Atlante. Le ricadute sociali sono un grave problema per la politica, ma per i risparmiatori traditi non ha rilievo.

 

7) Altro opinione diffusa è che queste due banche sono state distrutte per consentire ai fondi di comprarsele con pochi spiccioli. Basta vedere le difficoltà del sistema bancario e le trattative di vendita delle 4 banche fallite per capire che è un argomento puramente emotivo.

 

8) Nei prossimi giorni saranno presenti gli aggiornamenti del piano industriale che certamente, a prescindere dalla possibile fusione tra le due Popolari, comporterà almeno il raddoppio degli esuberi. Anche questo non tocca i risparmiatori, ma chiama in causa la politica.

9) Assistenza a tutela dei risparmiatori

Su questa tragedia si stanno impegnando persone generose e capaci, indispensabili per trovare un po' di conforto e individuare un percorso serio e positivo. Ci viene segnalato, però, qualche caso che comporta rischi di unire alla tragedia del risparmio svanito, la beffa di ulteriori costi inattesi. Ricordate che: dato un mandato all'avvocato, questi avrà titolo, se non regolato in precedenza, a richiedere la parcella secondo le norme deontologiche (che può risultare di importo amaramente inatteso). Suggeriamo di far verificare ad un'associazione di tutela dei consumatori eventuali accordi sui costi della causa e percentuali sul recuperato. Per la verifica di correttezza e congruità non è necessario indicare il nome dello studio legale.


Franco Conte

Presidente Codacons Veneto


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