E sono 700! In Veneto i morti sul lavoro sono 69, a Vicenza 10. Ma Lega e M5S tagliano tariffe dei premi per indennizzi INAIL!
Con Marian Bratu, l'operaio delle Acciaierie Venete morto il 26 dicembre dopo oltre 7 mesi di agonia e atroci dolori per le ustioni riportate mentre lavorava e il boscaiolo morto il 27 dicembre a Chiuppano (VI), sono 700 i lavoratori morti per infortunio nei luoghi di lavoro da inizio anno. Questo numero spaventoso è certificato dalle liste dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro curato da Carlo Soricelli. Inoltre, se si considerano anche i decessi in itinere, le lavoratrici e i lavoratori morti (la stima è prudenziale) salgono a oltre 1400. In Veneto i morti sono 69: Venezia (12), Belluno (6), Padova‎ (5), Rovigo (3), Treviso (15), Verona (18), Vicenza (10).
Continua a leggereTransazione lontana dall'80%, un socio - manager d'impresa presenta un suo personale piano industriale per la BPVi: sacrifici da fare ma a tutti i livelli, per recuperare fiducia
Caro Direttore, è tra noi recentemente intercorso un breve e veloce scambio di email riguardo alle nostre Banche, la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, confessando che ci sono cascato anch'io per distrazione, negligenza, pigrizia; direi non per incompetenza come potrà desumere scorrendo il mio CV. Ebbene leggo tutto ciò che la stampa riporta, compreso quello che scrive lei e mi sento di dire che non sta accadendo nulla, non si sta facendo nulla di ciò che davvero servirebbe a uscire dal pantano con la speranza di poi risalire. Sul passato non c'è la minima chiarezza, sui "piani industriali" meno che meno, i compensi ad amministratori sono un pubblico insulto, la magistratura non si vede, sulle adesioni si spacciano grossolane bugie la cui diffusione è affidata a Gianni Mion, un signore in età e dall'eloquio confuso.
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L'abolizione dei voucher e il lavoro nero
Il consiglio dei ministri ha deciso che i voucher sono (o, meglio, saranno) aboliti. Si "scongiura" così il referendum promosso dalla CGIL. È, senza dubbio, una vittoria per quel sindacato. Da ieri si possono leggere le prese di posizione di varie associazioni padronali, sindacati ormai allineati alle volontà imprenditoriali e di partiti legati ad interessi prevalentemente padronali che prevedono l'aumento del lavoro nero. Leggiamo, ad esempio, cosa scrive l'Ansa il 18 marzo 2017 (ore 15) riguardo l'abolizione dei voucher: "(...) Contrarie si sono dette Confindustria, Confcommercio, Confapi, che hanno parlato di "scelta sbagliata". Molto critica anche la Cisl, secondo cui la decisione di eliminare i voucher è "tutta politica ed incomprensibile dal punto di vista del merito". La Uil sottolinea, invece, come occorra subito "trovare una soluzione" per regolare le attività occasionali (per studenti, pensionati, disoccupati) e per questo "ora vogliamo puntare a un accordo con il governo".
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Rimborsi, la muta via crucis dei pochi soci nelle filiali BPVi e Veneto Banca, CorVeneto: «Mi dissero: sei matto a vendere? Ora li vedo in pensione e li maledico»
di Emilio Randon, da Il Corriere del VenetoQueste non sono più banche, sembrano alberghi fuori stagione, Rimini a dicembre, il mare d'inverno che a vederlo ti viene da cantare con la Bertè «qui non viene mai nessuno a farci compagnia». Per la verità qualcuno ieri c'era, ma erano pochi, e anche questi erano clienti fuori stagione, fuori tempo massimo e comunque rovinati. Nella sede di Veneto Banca in viale Crispi a Vicenza , dalle 9 a mezzogiorno, se ne sono visti cinque, altrettanti in centro nella sede della Banca Popolare di Vicenza, in entrambe un commesso apriva, un funzionario accoglieva, dopo di che, firmata la capitolazione, li vedevi uscire mesti questi ex clienti schivando i giornalisti, chi non firmava conservando intatta la rabbia e per questo meglio disposto a renderla pubblica.
Continua a leggereQuei 630 soci vip «salvati» dalla BPVi prima del baratro, Il Sole 24 Ore: loro non sono sfiorati dal dilemma della transazione al 15%. Su tutti spicca Giuseppe Zigliotto
Di Fabio Pavesi, da Il Sole 24 Ore
Quel dilemma angusto se aderire o meno all'offerta di ristoro proposta dalla Banca Popolare di Vicenza ai suoi azionisti e che farebbe chiudere la loro avventura di soci con una perdita secca dell'85% del capitale investito, non li sfiora minimamente. E da tempo. Loro sono i 630 fortunati che sono riusciti a prendere l'ultimo treno utile. Quello che è passato prima che la banca chiudesse il mercato della compravendita dei suoi titoli. Quei 630 salvati dal baratro hanno rivenduto le azioni tra settembre del 2014 e febbraio del 2015 al prezzo di 62,5 euro. Usciti indenni quindi. Anzi anche guadagnandoci per chi le aveva in portafoglio a prezzi più bassi. Un colpo di fortuna, preveggenza o un corridoio privilegiato che ha permesso a qualcuno di superare la fila dei richiedenti che volevano scappare dalla Vicenza? Non è dato sapersi.
Continua a leggerePiù di due sollecitazioni per transazione BPVi e Veneto Banca? Andrea Arman per Associazioni don Torta: querelate gli stalker
Come avevamo preannunciato ieri nell'articolo sul "venerdì 17" per la Banca Popolare di Vicenza ("BPVi: Francesco Micheli lascia, adesioni Opt sotto 50%, rating perde l'ultima B, chiesto l'aiuto di Stato. E poi associazioni più forti insistono col "no" e querelano la banca per stalking quelle di don Torta") diffondiamo oggi in dettaglio l'invito e il supporto tecnico, molto semplice, che l'avvocato Andrea Arman, che segue il Coordinamento associazioni Banche Popoalri Venete "don Enrico Torta", offre ai soci dell'ex popolare vicentina e di quella montebellunese. Costoro, come almeno dal 2012 in poi sono stati subissati di pressioni per sottoscrivere o acquistare azioni poi azzeratesi, oggi subiscono per aderire all'Offerta Pubblica di Transazione (Opt) quello che l'avvocato non esita a definire un vero e proprio stalking.
Continua a leggereC'erano "I ragazzi della 3ª C" a fine favolosi anni ‘80: oggi "la 3ª C" (CCC) va al debito a lungo termine della "fu" nostra BPVi. Adesso vi arrivano altre telefonate dopo quelle dal 2012 in poi...
Ricordate "I ragazzi della 3ª C"? E' stata una delle prime serie televisive prodotte in Italia, andata in onda alla fine dei "favolosi anni ‘80", anni in cui non si poteva neppure ipotizzare che le società di rating potessero attribuire al debito a lungo termine della nostra Banca Popolare di Vicenza "la 3ª C" (CCC). Anni in cui i correntisti della "nostra" Banca dormivano sonni tranquilli, non come adesso che, a decine, vengono ricoverati al San Bortolo perché oltre ai loro soldi hanno perso il sonno. Ricoverati con la diagnosi di "disturbo post-traumatico da stress", una patologia tipica dei reduci di guerra. E forse di una guerra si tratta. Ed allora, prima che si compia uno scempio come quello di Lehman Brothers, che il giorno prima era una tripla A (AAA) ed il giorno dopo una D (Default), le società di rating, ha iniziato la Fitch, lo hanno voluto dire in maniera chiara: il debito a lungo termine della BPVi è stato tagliato a CCC e quello a breve termine a C. Cosa significa?
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Coldiretti Vicenza: dietro all’etichetta la verità: come riconoscere il vero made in Italy
"Dietro all'etichetta la verità : come riconoscere il vero made in Italy" è il tema del convegno organizzato dalla Coldiretti di zona di Lonigo, in collaborazione con l'Istituto tecnico agrario Trentin di Lonigo e con il patrocinio del Comune di Lonigo. L'iniziativa, che apre ufficialmente la 531^ Fiera di Lonigo, avrà luogo lunedì 20 marzo alle ore 10.30 all'Auditorium dell'Istituto agrario Trentin di Lonigo. Dopo i saluti di Claudio Zambon (presidente di zona Coldiretti di Lonigo), Luca Restello (sindaco di Lonigo) e del dirigente dell'Istituto agrario ospitante l'evento, seguirà l'intervento di Lorenzo Bazzana (responsabile Area Economica della Confederazione nazionale Coldiretti), che approfondirà il tema "La tutela del prodotto made in Italy". Le conclusioni del convegno, moderato dalla responsabile dell'Ufficio Stampa di Coldiretti Veneto, Sandra Chiarato, sono affidate al presidente di Coldiretti Vicenza e Veneto, Martino Cerantola.
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Venerdì 17 per BPVi: Francesco Micheli lascia, adesioni Opt sotto 50%, rating perde l'ultima B, chiesto l'aiuto di Stato. E poi associazioni più forti insistono col "no" e querelano la banca per stalking quelle di don Torta
Ieri le dimissioni improvvise dal Cda della Popolare vicentina di un consigliere di peso e esperienza come Francesco Micheli (la risposta pervenutaci in tarda mattinata di ieri della BPVi ha solo confermato quanto da noi scritto e non ha fatto chiarezza su nulla), domani, sabato 18 marzo, ancora "porte aperte" nelle filiali della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca sotto il mirino delle associazioni di Don Torta (stalking?) ma pronte all'ultima caccia al socio aderente nell'operazione "perdita sicura" (l'85% del valore dei titoli e la contestuale rinuncia a perseguire i colpevoli se si aderisce all'Offerta Pubblica di Transazione, Opt) per la quale, lo ha appena comunicato, la banca, «alla data odierna si sono registrate 65.505 Manifestazioni di Interesse, pari al 68,8% delle azioni oggetto del perimetro, a fronte delle quali sono stati già sottoscritti 52.865 accordi transattivi, pari al 49,6% delle azioni in perimetro».
Continua a leggereGiovanni Coviello relatore con Giuseppe Limitone, Renato Mason, Frescura e Ficola al seminario A.I.Bi.M. di Elvio Ermacora su "Sovraindebitamento o fallimento? Da default Banche venete a legge su esdebitazione"
Pubblicato il 15 marzo alle 21.32, aggiornato il 17 alle 13.48. Oggi, venerdì 17, il nostro direttore è tra i relatori del seminario "Sovraindebitamento o fallimento? Dal default delle banche venete alle opportunita' fornite dalla legge 3/2012", che si svolge dalle 14.30 al Centro Congressi Cardinale Urbani di Zelarino (VE) e che è il primo del programma 2017 di incontri sui contenziosi in materia di rapporto di credito bancario, organizzati dalla formazione continua A.I.Bi.M. (Associazione Italiana Biocostruire Mediterraneo) che, secondo il suo presidente, Elvio Ermacora, un imprenditore tartassato, così si racconta, si propone, come meglio spiega nell'intervista qui proposta, di "difendere e tutelare l'etica ambientale del credito e della finanza" difendendo chi dal sisetma bancario è truffato o subisce estorsioni...".
Continua a leggereFrancesco Micheli si dimette da Cda BPVi per impegni in altre società: la visura dice solo in BPVi e Tim ma... la banca "francamente non sa" di altri incarichi e ruoli
"In data odierna, si legge in comunicato della BPVi, Francesco Micheli (nella foto Francesco Micheli con Salvatore Trifiro, foto DagoSpia, ndr) si è dimesso dalla carica di Consigliere di Amministrazione della Banca Popolare di Vicenza, a decorrere dalla fine del corrente mese, per le crescenti responsabilità professionali connesse al suo attuale ruolo in altre società . Francesco Micheli era entrato a far parte del CdA in occasione del rinnovo degli Organi Sociali avvenuto con l'assemblea degli azionisti tenutasi il 7 luglio 2016. A Francesco Micheli vanno i ringraziamenti dell'intero Consiglio di Amministrazione per il fattivo contributo prestato con competenza e professionalità in una fase che vede il Gruppo BPVi impegnato in un complesso processo di ristrutturazione": così la nota ufficiale ricevuta da BPVi e da noi pubblicata alle 18.52. Ma segnaliamo ora una almeno apparente stranezza.
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